Con il tedesco nessuna maggioranza è possibile. Gli scenari post voto

Il M5s vota a favore di un emendamento di Forza Italia e mette a rischio l'approvazione della legge elettorale. Ma siamo sicuri che tutti siano davvero d'accordo con la riforma?

Con il tedesco nessuna maggioranza è possibile. Gli scenari post voto

Foto LaPresse

L'accordo sulla legge elettorale tra M5s, Pd, Forza Italia e Lega Nord non supera la prova del Trentino. I deputati del M5s, come dimostra il tabellone di Montecitorio che si è acceso per un errore tecnico, hanno infatti votato a favore dell'emendamento proposto da Michaela Biancofiore di Forza Italia che riguardava l'applicazione della riforma anche nei collegi elettorali del Trentino Alto Adige e per il quale i relatori avevano espresso parere contrario. Un voto considerato un tradimento dal Partito democratico e che rischia di affossare l'intera riforma della legge elettorale. Un colpo di mano che fa arrabbiare tutti, ma forse non fa arrabbiare nessuno dato che l'ultimo sondaggio realizzato da EMG Acqua per La7 delineava uno scenario post voto nel quale nessuna coalizione di governo avrebbe avuto la possibilità di governare.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    08 Giugno 2017 - 17:05

    " I quattro del Bagno Maria " si sono "affogati" a vicenda: per fortuna che è stato spiegato a uno dei 4 il proporzionale. Gli va anche spiegato che la fretta di "salire" non è mai una buona consigliera: e siamo a due grossi errori, al terzo verrà rottamato.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    08 Giugno 2017 - 17:05

    Al direttore - Andiamo al sodo? Il core è solo politico. Tutti i variopinti anti Renzi, interni ed esterni, giocano la carta: dentro Grillo. In effetti è l’unica che possa mandare Renzi fuori gioco. Ovviamente la legge elettorale, la governabilità, l’avvio dei processi di riforme strutturali, il bene comune, l’interesse generale, sono tutte cose che neppure sfiorano la mente di quelli che dal TTB sono passati al TTR. A Grillo sembrava l’occasione buona per darsi un peso politico istituzionale. Non ha tenuto presente che la vasta componente del “vaffa”, quella che gli ha dato i voti, non sa che farsene del peso politico istituzionale. In quell'ambito sarebbe destinata a ridursi a piccola, insignificante cosa. Grillo non conosce i suoi polli?, macché, è stato preda della tipica presunzione di chi si ritiene onnipotente. La divina rete? E’ stata l’abbaglio, senza capo né coda, solo una attraente suggestione, del pur intelligente Casaleggio senior. Punto e a capo.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    08 Giugno 2017 - 14:02

    Al direttore - Cinicamente, pragmaticamente, non ci sono, stante il clima politico imperante e gli interessi di sopravvivenza in gioco, le condizioni per un ampio trasversale fronte per l'approvazione di una legge elettorale condivisa. Anche quella in discussione è solo l'ennesimo papocchio per non affrontare i nodi reali. Non si può?, ci siamo infilati in un tunnel senza uscita?, non resta che il "facite ammuina" e ... sperare nello stellone. Il Parlamento, le forze politiche, i poteri d'intermediazione, l'informazione, hanno perso pure la ritrosia e il pudore dell'apparire ridicoli. Ma tant'è. Non ne usciremo mai se non rivediamo, mutiamo il nostro modo d'intendere e praticare la "politica". Roba grossa, impegnativa che richiede un "animus"e una "ratio" collettiva che. al momento non esistono.

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