Beppe Grillo (foto LaPresse)

La marcia indietro di Grillo sulla libertà di stampa in Italia

Redazione

Il nostro paese è 52esimo al mondo secondo la classifica di Reporter senza frontiere che denuncia: “Colpa di Grillo”. E stavolta il comico, invece di lodare l'organizzazione, grida al complotto

Anche quest’anno è stato pubblicato il rapporto di Reporter senza frontiere sulla libertà di stampa, che come al solito mette l’Italia in zona paesi sottosviluppati, dietro a qualche autocrazia. Solo che questa volta non c’è il consueto post sul blog di Beppe Grillo: “Vergogna! In Italia non c’è libertà di stampa, siamo al 77° posto!”. Anzi, succede il contrario. Il Sacro blog attacca Reporter senza frontiere dicendo che la sua famosa classifica non solo non è affidabile, ma addirittura viene manipolata dalla stampa serva del potere: “Forse non sono stati informati bene dai direttori dei giornali italiani che li hanno contattati per cambiare la classifica”, scrive Grillo.

  

 

Da dieci anni, ogni anno, il capocomico usa la classifica di Rsf come la Bibbia e ora scrive che è una manipolazione. Come mai? Perché quest’anno Rsf, che inserisce l’Italia al 52° posto (25 posizioni meglio dell’anno scorso), mette sul banco degli imputati il M5s: “Il livello di violenza contro i giornalisti è allarmante – scrive Rsf – politici come Beppe Grillo non esitano a diffondere l’identità di giornalisti sgraditi”. Non si tratterebbe neppure di una novità, visto che Rsf già nel 2015 scriveva che “in Italia il M5s di Beppe Grillo non ha eguali quando si parla di controllo dell’informazione”. Ma due anni fa, quando Grillo pubblicava il report di Rsf sul suo blog non l’aveva neppure letto o l’aveva letto e non aveva capito. In ogni caso, come il Foglio scrive da tempo, la classifica di Reporter senza frontiere, che confonde l’Italia con il Vaticano (che è un altro stato) e usa metodi-spazzatura, continua a non essere una cosa seria. Proprio come Grillo e il suo partito.