Renzi sfida l'accozzaglia sulla legge elettorale: “Fateci una proposta”

Come anticipato da Il Foglio l'ex premier allontana la crisi di governo, non chiede le dimissioni di Torrisi e rilancia: “Ora il fronte del no è maggioranza in commissione”

Trappola per Renzi

Matteo Renzi (foto LaPresse)

Nessuna crisi di governo, nessuna richiesta di dimissioni. Come anticipato da Il Foglio l'ex premier Matteo Renzi sfrutta “l'incidente” della commissione Affari Costituzionali del Senato per sfidare i suoi avversari. Salvatore Torrisi, il senatore di Alternativa Popolare eletto a sorpresa presidente dell'organismo al posto del Pd Giorgio Pagliari può rimanere al suo posto. Ma ora chi lo ha votato, l'accozzaglia che va dal M5s a Forza Italia passando per Lega, Mdp e centristi, deve prendersi le sue responsabilità.

 

Perché Renzi salverà Torrisi per scaricare sull'accozzaglia la riforma della legge elettorale

L'ex premier non chiederà le dimissioni del senatore di Ap da presidente della commissione Affari Costituzionali, ma chiederà a chi lo ha votato di assumersi la responsabilità delle modifiche

 

 

“Il fronte del No che da ieri è maggioranza in commissione Affari Costituzionali dovrà farci delle proposte - spiega ai parlamentari che sostengono la sua mozione in una riunione al Nazareno -. Noi intanto lavoriamo sulle cose che servono per restituire un senso d'orgoglio per le cose fatte. Dell'elezione del presidente della commissione Affari Costituzionali interessa poco agli italiani. Non voglio sottovalutare quello che è un atto di scorrettezza istituzionale e politica, tipico della prima Repubblica. La vicenda della prima Commissione è grave e avrà conseguenze. È improbabile chiedere che si rivoti ma è un episodio che segna un punto politico. Fatemi dare un abbraccio a Pagliari, vittima di uno sgarbo istituzionale”.

 

Guai però a parlare di crisi di governo: “La discussione su un episodio grave e profondamente antipatico non può far tornare il linguaggio a quello della prima Repubblica. Noi la parola crisi di governo non la vogliamo sentire. I giochini di prima Repubblica contro il Pd al Senato non va confusa con l'azione di governo che va sostenuta”.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    07 Aprile 2017 - 08:08

    Tanto per essere chiari, la sacrosanta battaglia Foglio contro il populismo sovranismo che non ci porta da nessuna parte potrebbe includere anche l'invito a Renzi ed ai suoi amici a smetterla di prendersela con la presunta morsa dell'austerita' imposta dall'Europa. Se, come credo, austerità nei conti significa affrontare una crisi spendendo meno e meglio, sarebbe il caso di ricordare che da noi in realtà si e' speso di più e spesso pure peggio. A tirar le somme, ovvero a guardar semplicemente le cifre dell'indebitamento e dei mancati o modestissimi tagli alla spesa pubblica tutto si può fare tranne che prendersela con la cosiddetta tenaglia soffocante dell'austerita' europea. Chi aspira a governare con le riforme dovrebbe in primo luogo parlare agli elettori con il linguaggio della verità. Questo mi pare l'unico modo serio, credibile e alla fine vincente per battere il grillismo et similia.

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  • giantrombetta

    07 Aprile 2017 - 06:06

    Un'altra modesta ed insignificante uscita politica di Renzi che purtroppo ne ridimensiona la caratura e le ambizioni. Pare non voglia smettere di giocare continuando a non voler capire perche' ha perduto.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    06 Aprile 2017 - 20:08

    Molto raro che accada, si verifichi qualcosa di veramente nuovo quando le regole del gioco, accettate da tutti, impongono che mai dovrà esserci un "vincitore". Mica è immaginabile ed accettabile che a qualcuno venga in mente di essere Brenno e possa dire: "Vae victis"

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  • efis.loi

    06 Aprile 2017 - 20:08

    Faccina sorridente, faccina sorridente!

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