Marianna Madia, ministro per la Pubblica Amministrazione (foto LaPresse)

Cosa cambia per i fannulloni dopo l'approvazione del decreto Madia

Redazione

Il Consiglio dei ministri ha approvato i due decreti del ministro per la Pa sui licenziamenti lampo dei “furbetti del cartellino” e sul taglio alle partecipate pubbliche

Si possono licenziare i fannulloni nella Pubblica Amministrazione. Il Consiglio dei ministri ha approvato i due decreti del ministro Marianna Madia sui licenziamenti lampo dei “furbetti del cartellino” – dipendenti della Pa che usano i badge per simulare l’ingresso sul posto di lavoro e poi tornano a faccende private - e sul taglio alle partecipate pubbliche.

 

Si tratta di due dei tre decreti con i correttivi imposti dalla Consulta. Lo scorso novembre infatti, la Corte costituzionale aveva bocciato i decreti a seguito di un ricorso della regione Veneto e aveva stabilito che non era sufficiente il semplice "parere" della Conferenza stato-regioni ma era necessaria "un'intesa" tra le parti.

Riguardo al decreto sui licenziamenti nella Pa il testo fissa un tempo certo di 48 ore per la sospensione e di 30 giorni per lo svolgimento e la conclusione dell’iter disciplinare nei confronti del dipendente, dopo di che sarà possibile il licenziamento in caso di abusi provati.

 

Entro il 30 giugno gli enti pubblici dovranno presentare dei piani con l’elenco delle partecipazioni da eliminare perché fuori dai nuovi target: fatturato sotto un milione di euro, più amministratori che dipendenti. La competenza sugli accertamenti passa dalle Asl ai medici dell'Inps, con la creazione di un polo unico per pubblico e privato. Grazie a un sistema informatico avanzato le visite saranno mirate.

Quanto al terzo decreto sul riordino della dirigenza sanitaria, sarebbe stato rinviato per cortesia istituzionale perché mancava il ministro della salute Beatrice Lorenzin.

 

Slitta dunque al Cdm della prossima settimana l'approvazione del Testo unico del pubblico impiego, che deve essere realizzato entro il 28 febbraio per poi passare all'esame del Parlamento. La ministra Madia sta lavorando alla stesura finale, anche alla luce del confronto con i sindacati avuto nei giorni scorsi.