Le contraddizioni della Cgil su voucher e art. 18

Due casi che rivelano la coda di paglia della Confederazione di Susanna Camusso

Claudio Cerasa

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Susanna Camuso alla Festa per i 100 anni di CGIL

Susanna Camuso alla Festa per i 100 anni di Cgil (foto LaPresse)

Al direttore - Quando il diavolo ci infila la coda. I voucher? Crucifige. Eppure, un brillante scoop giornalistico ha rivelato che il sindacato pensionati della Cgil di Bologna usa i voucher per retribuire una cinquantina di attivisti che prestano la loro attività per qualche ora alla settimana. Nulla da dire. E’ una scelta corretta sul piano giuridico e razionale su quello pratico, visto che si tratta di pensionati e di lavoro accessorio. Ma la notizia mette allo scoperto un’enorme coda di paglia della Confederazione di Susanna Camusso promotrice di un referendum per abrogare questa modalità di pagamento  che lei paragona ai “pizzini’’. Imbarazzato, il segretario del sindacato, Valentino Minarelli, dichiara che “a Bologna siamo costretti ad usarli’’ (da chi  e perché,  se non per l’utilità dello strumento?), ma vogliamo abolirli’’.


Giuliano Cazzola


  

Meraviglioso. Così come è meraviglioso (a) che il sindacato dopo aver difeso la Costituzione non abbia ancora deciso di applicare a se stesso ciò che prescrive la Costituzione, in particolar modo l’art. 39 (obbligo di registrazione e validità erga omnes dei contratti collettivi) e l’art. 46 (è un diritto dei lavoratori collaborare alla gestione delle aziende); e che (b) gli stessi sindacati che oggi chiedono a gran voce la riabilitazione dell’articolo 18 (lo segnala un nostro lettore, Giovanni De Merulis) si siano dimenticati di inserire nella proposta referendaria l’art.4 della legge 108/90, quella, per capirci, che esclude dall’applicazione dell’art 18 i dipendenti dei partiti e dei sindacati, compresa la Cgil. Fantastico no?

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Commenti all'articolo

  • riflessivo

    08 Gennaio 2017 - 18:06

    Quando leggo di queste notizie e di questa realtà mi viene voglia di rifugiarmi e blindarmi in una vita privata che escluda tutte queste miserie politiche e culturali, ma poi ancora la voglia e la forza di reagire mi vengono in aiuto e il piccolissimo commento che scrivo funge da lenitivo. Scrivere e denunciare ipocrisie, falsità ideologiche,fare sentire la nostra voce e la voce della cultura vera che forma l’uomo e il cittadino è l’unico modo per sfuggire a cotanta miseria culturale e politica.

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  • guido.valota

    06 Gennaio 2017 - 13:01

    Tutto il comunismo è un 'vogliamo abolire ma siamo costretti a usare'.

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  • gesmat

    06 Gennaio 2017 - 12:12

    Il mitico padre Zapata è sempre di moda: predicava benissimo ma razzolava malissimo. Era un prete o un sindacalista?

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  • carlo schieppati

    06 Gennaio 2017 - 11:11

    Susanna Camusso? Susanna Camuffo!

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