Il maccartismo democratico di Obama

Nelle sue mosse inaspettatamente brusche non si può non leggere il rifiuto di rassegnarsi alla vittoria di Trump

Barack Obama

Barack Obama (foto LaPresse)

Una versione di Guerra Fredda trasferita all’interno degli Stati Uniti è una specie di inedita Guerra Fredda Civile. Un maccartismo aggiornato non tratterebbe Trump e il suo elettorato come una quinta colonna della Russia, ma la Russia come quinta colonna di Trump e dei suoi. Anzi, a voler bene al paradosso si potrebbe guardare alle mosse finali dell’amministrazione Obama come a un maccartismo democratico, per così dire. Nelle mosse inaspettatamente brusche di Obama non si può non leggere il rifiuto di rassegnarsi alla vittoria di Trump. Obama non ha ceduto alla fretta, alle illusioni sull’obiezione dei grandi elettori o ai riconteggi eccetera. Ma le sue misure di oggi potranno essere chiamate in causa in un futuro meno prossimo, quando l’avventura dell’amministrazione Trump metta la questione all’ordine del giorno.

Quanto è corto il respiro dell’ultima strategia di Obama

Voce grossa con Israele, voce grossissima con i russi e mercoledì andrà in armi al Congresso per evitare che il suo Obamacare venga smantellato dall’Amministrazione Trump

Trump è stato eletto legalmente con una differenza di voti a suo svantaggio troppo madornale (quasi tre milioni) per non agire come una mina a tempo. Hillary è stata battuta legalmente, ma le iniziative almeno maldestre dell’Fbi hanno contato decisivamente sulla sua sconfitta. E infine la Cia e il resto dell’intelligence sostengono che il Cremlino sia pesantemente intervenuto a influenzare l’elezione del presidente degli Stati Uniti, accusa che non ha precedenti né equivalenti nella storia del confronto fra Usa e Urss-Russia. Obama lascia costringendo il suo successore almeno a cominciare a ritroso la sua reggenza, in un gioco dell’oca. Per rimettere i 35 diplomatici russi al posto già loro Trump dovrebbe provvedere a una più vasta epurazione nella Cia e magari anche al Pentagono. E così al Consiglio di Sicurezza su Israele, e nelle trivellazioni al largo dell’Alaska e della East Coast eccetera. Quando Trump arrivasse all’inciampo che faccia tornare attuale Fbi, milioni di voti, hacker russi, la Guerra Fredda Civile scivolerà impercettibilmente verso una Guerra Civile Fredda: il prossimo passo è la Guerra Civile Calda, negli Stati Uniti. Si scherza, naturalmente, sono scherzi da profezie sull’anno che viene. Auguri.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi