Piastrelle cinesi

Viva i cinesi del Milan: il closing col Cav. ci sarà

I soldi pattuiti arriveranno. Per due buone ragioni

Viva i cinesi del Milan: il closing col Cav. ci sarà

Silvio Berlusconi a San Siro (foto LaPresse)

Che nessuno pensi di dover cambiare il titolo della rubrica. Ai cinesi fummo destinati e cinesi saremo, la Cina non è né lontana né vicina, è solo vaga come cordata di capitani coraggiosi pronti a rilevare una compagnia di bandiera. Il closing (per favore chiamiamola chiusura) ci sarà e se non si sa con chi, non ci frega niente.

 

I soldi pattuiti arriveranno. Per due buone ragioni. Primo: da quelle parti non sono cinquecento milioni che mancano. Secondo: anche se sta ritrovando giovanile ardore il presidente sa di non poter più tenersela l’amata, non può più spendere a fondo perduto, si è fatto tardi e anche lui tiene famiglia. I soliti giornalisti pistaroli la smettano di fare congetture e insinuare veleni, di dire ma non è serio, non è chiaro, chissà cosa ci sarà dietro, da dove vengono quei cento milioni già incassati, che impronte digitali ci saranno sopra, quasi a suggerire che vengano da un tesoretto estero del presidente medesimo. Ma che davvero non avete ancora capito la vera natura del Cav.? Vi pare che abbia montato questa ammuina per fare rientrare dei soldi illegalmente portati fuori? Per favore piantatela. E godiamocela. Con supplemento di voluttà per il tonfo di chi sappiamo, quei portatori di seconda maglia con strisce di (vera?) zebra, così brutta che solo per questo meritavano di perdere. Noi si sta come gelsi a primavera. Questo Lapadula, capace di 30 gol alla prima stagione in serie B dopo la Lega Pro, non poteva passare inosservato, il suo allenatore al Pescara, il nostro caro Massimo Oddo, ne parlava nei corridoi con altri ex grandi della storia rossonera stupendosi che ancora non fossimo andati a prenderlo. Ebbene ci ha pensato il presidente. Che non sbaglia un casting almeno calcistico, a Forza Italia magari va meno bene. Gli basta vederlo. Uno: ha capelli folti saldi e pettinati (quasi) normalmente. Due: ha fronte spaziosa. Tre: ha sguardo fermo, da duro che non ha nulla da nascondere. Quattro: ha una fame di gloria della madonna. Che poi sappia anche giocare a pallone, calciare con entrambi i piedi, colpire di testa, si batta e si sbatta, sia cattivo e sempre in movimento, recuperi palla, inizi l’azione e si faccia altri trenta metri per provare a chiuderla e poi se non ci riesce ancora altri trenta all’indietro per recuperare: bene questo è puramente accessorio.

 

Quello che conta è come si vede lui, cioè il senso di sé: ha detto che quelli che lo definivano un flop del mercato dovranno ricredersi, che può dare ancora molto di più ai compagni, alla squadra. Teniamocelo perciò da conto e a gennaio si abbia il coraggio di fare scelte coraggiose. Fuoco cammina con noi. Viva Lapadula. E ovviamente i cinesi.

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