I muscoli di Putin contro la Nato

Megaoperazione militare russa entro l’estate, mentre il Pentagono arma Kiev

I muscoli di Putin contro la Nato

Soldati della guardia d'onore russa (Foto via WikiCommons)

La Russia si sta preparando a inviare fino a 100 mila soldati in Bielorussia, sul mar Baltico e nell’enclave di Kaliningrad all’interno di una operazione militare che si chiama “Zapad”, occidente, e che vuole idealmente ricostituire sotto un unico comando una celebre unità sovietica, il Primo corpo carri. L’obiettivo è presidiare il confine con l’occidente appunto, la frontiera est della Nato, e non fa parte della rappresaglia russa dopo le sanzioni americane (che di certo non hanno aiutato). Il presidente Putin ha deciso da tempo di dislocare soldati e carriarmati, in risposta – questo sostiene il regime russo – all’aggressività della Nato. La diatriba tra aggressori e aggrediti non è nuova, e anzi è alla base del deteriorarsi dei rapporti tra la Russia e l’Alleanza, ma si evolve in modo sempre più pericoloso, nutrendosi anche di altri elementi, alcuni geograficamente vicini come l’invito americano alla Georgia di entrane nella Nato, altri strategicamente contigui, come il confronto in Siria.

 

La Russia si sente ancor più sotto attacco non soltanto per le sanzioni, ma per quel che sta accadendo in Ucraina, dopo mesi di pseudocalma o soltanto di indifferenza internazionale. Il Pentagono e il dipartimento di stato americano hanno annunciato l’avvio di un programma di sostegno militare a Kiev, per contrastare la belligeranza dei separatisti del Donbass. Il Cremlino ha reagito dicendo che “tutti gli interlocutori, in particolare quelli che pretendono di giocare un ruolo nella riappacificazione, devono evitare ogni azione che possa aumentare le tensioni in una regione già difficile”. La Russia reagisce quindi a un’offensiva occidentale – aggrediti e aggressori si confondono, ma la guerra non è fredda, come dice l’invitato americano in Ucraina è “molto calda”.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    01 Agosto 2017 - 23:11

    Dunque, secondo voi, L'America che da oltreoceano viene a scavalcare l'Europa per entrare nello storico territorio russo anzi nel cuore stesso della Russia che è la Georgia per "invitarla ad entrare nella NATO", non è ingerenza, non è tentativo diretto di destabilizzare la seconda potenza militare mondiale nonché lo Stato più esteso del mondo? Il muro di Berlino è crollato, la cortina di ferro è svanita con l'implosione dell'URSS, ma è altrettanto vero che in tutto questo nessun americano ci ha messo mano anzi neppure l'avrebbe mai immaginato. Se infatti leggete il segreto di Fatima del 1917 sulla Russia con quel "ma alla fine il mio cuore immacolato trionferà" capirete per merito di Chi oggi possiamo scriverne le date dell'avveramento: 8 dicembre (Festa dell'Immacolata) 1991 secessione simultanea di Russia Bielorussia e Ucraina ossia disfacimento dell'Unione, e poi 25 dicembre (Natale) 1991 ammaina bandierarossa e rinascita della Russia. Oggi invece è l'America che esporta GUERRA!

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