Elezioni e cessate il fuoco. Sulla Libia c'è l'accordo tra Haftar e Serraj

Terminato l'incontro con il presidente francese. “Oggi la causa della pace in Libia ha fatto un grande progresso”, ha detto Emmanuel Macron

Elezioni e cessate il fuoco. Sulla Libia c'è l'accordo tra Haftar e Serraj

AbacaPress

Ci sarà una sosta della lotta armata in Libia e si andrà al voto prima possibile. Questi gli impegni che oggi hanno preso i leader delle due fazioni principali della guerra civile libica, il generale Khalifa Haftar e il presidente del Consiglio libico Fayez al Serraj, accolti dal presidente francese, Emmanuel Macron, nel castello di La Celle Saint Cloud, vicino Parigi. Le due parti hanno firmato una dichiarazione congiunta impegnandosi a un cessate il fuoco e a organizzare delle elezioni entro la prossima primavera. Serraj e Haftar si sono anche stretti la mano durante le foto di rito con il presidente francese. “Oggi la causa della pace in Libia ha fatto un grande progresso” ha detto Macron, “la guerra civile non è ineluttabile e oggi il presidente Serraj e il generale Haftar possono diventare i simboli della riconciliazione libica”. Il presidente francese ha voluto rendere omaggio al presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, e ha ribadito che l’iniziativa è stata organizzata in sinergia con l’Unione Europea.

    

La visita era stata organizzata con l’obiettivo di dare impulso ai negoziati tra le due parti e accreditare la Francia e il suo presidente come principali mediatori. Le divergenze tra i due leader libici restano molto profonde, sia sul futuro assetto politico del paese sia sul controllo dell’esercito, che il generale Haftar reclama per sé. L’incontro non è stato quindi risolutivo, ma è considerato un passo in avanti, soprattutto rispetto ai summit precedenti: il 2 maggio scorso, ad Abu Dhabi, la conferenza organizzata dagli Emirati arabi si era conclusa senza accordi e con due comunicati distinti.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    25 Luglio 2017 - 20:08

    Un potere vero esercitato con la forza che viene dal popolo permette di fare cose che a noi sono negate. Non importa poi se Macron ha il 25%. L'importante è che la legge gli da la facoltà di agire e lo vediamo nei fatti. Copiare, imparera e crescere democraticamente con leggi che permettono di governare, senza coalizioni che negherebbero quello che a Macron è concesso di fare senza compromessi con altri che potrebbero farlo cadere per interessi di partito. Ci vuole tanto? No se vogliamo divenire adulti.

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