Cosa rischia Trump dopo l'ennesima rivelazione su Comey e Flynn

Secondo il New York Times il presidente americano ha chiesto all'ex direttore dell'Fbi di interrompere l'indagine sul suo consigliere. Per i suoi accusatori si tratta di ostruzione della giustizia. Che è un potenziale motivo di impeachment

Mattia Ferraresi

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Perché l'ennesima rivelazione su Trump potrebbe portarlo all'impeachment

Donald Trump (foto LaPresse)

New York. Poco dopo aver licenziato Michael Flynn, Donald Trump ha chiesto al direttore dell’Fbi, James Comey, di non proseguire nell’inchiesta sui rapporti dell’ex generale con la Russia. “Spero che possa lasciarlo andare”, ha detto Trump a Comey secondo una nota che il direttore del bureau ha scritto subito dopo l’incontro, per avere una traccia della conversazione. Una fonte vicina al direttore licenziato ex abrupto la settimana scorsa ha letto i passaggi fondamentali di quel memo a un giornalista del New York Times, e così subito dopo lo scoop esplosivo del Washington Post sulle informazioni secretate raccolte dagli israeliani passate inopinatamente ai russi, arriva quello ancora più esplosivo del Times sulle pressioni per salvare Flynn. L’episodio a cui si riferisce il memo di Comey è accaduto il giorno dopo la cacciata del consigliere per la sicurezza nazionale. Il direttore dell’Fbi era alla Casa Bianca per un briefing con il team della sicurezza, alla fine del quale il presidente ha chiesto a tutti, tranne a Comey, di lasciare la stanza. A quel punto ha detto: “Spero che sia d’accordo nel lasciare cadere la cosa, che possa lasciar andare Flynn. E’ una brava persona”. Comey, secondo la versione da lui stesso riportata, si è limitato a dirsi d’accordo sul fatto che era una brava persona.

 

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La persona che ha letto il memo dice che si tratta di un resoconto molto dettagliato e redatto immediatamente dopo il fatto, cosa che aumenta la credibilità della prova in sede d’indagine. La Casa Bianca ha smentito il racconto: “Non è una rappresentazione veritiera né accurata della conversazione fra il presidente e Comey”. Comey ha vergato documenti simili dopo tutte le conversazioni private con Trump, che, per ammissione dello stesso presidente, sono state almeno tre, esclusa quella portata alla luce ieri pomeriggio dal Times. Certamente il direttore intendeva documentare tutte le interazioni private con il presidente, presentendo la possibilità che tentasse di influenzare l’inchiesta sui rapporti con la Russia o interferisse in altro modo. Il direttore ha informato alcuni funzionari dell’esistenza delle note e – benché non siano classificate – ha messo in piedi un protocollo di segretezza per evitare che il contenuto potesse arrivare agli agenti che stavano indagando, influenzando l’inchiesta.

 

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Jason Chaffetz, capo della commissione per la supervisione della Camera, ha chiesto ieri sera all’Fbi che le carte di Comey siano recapitate alla Camera entro mercoledì prossimo. Chaffetz è stato spesso criticato per la poca solerzia con cui ha messo il naso negli scandali dell’amministrazione, ma in concomitanza con l’annuncio che non si ricandiderà nel 2018 il suo atteggiamento è cambiato. Perché questo scoop è più rilevante, dal punto di vista della posizione di Trump, di quello sull’intelligence con la Russia? L’ostruzione della giustizia, che pare suggerita chiaramente nel memo di Comey, è potenziale motivo d’impeachment, mentre le informazioni d’intelligence passate al Cremlino potrebbero essere state desecretate d’imperio. Inoltre, nel caso sui rapporti con il bureau c’è un testimone dotato della massima credibilità: Comey stesso. In passato i memo “contemporanei” redatti e opportunamente conservati dai direttori dell’Fbi sono stati ammessi, e tenuti in altissima considerazione, come prove in tribunale, cosa che Comey sa benissimo, dato che è stato al centro di un caso simile sotto l’Amministrazione Bush, quando l’Fbi era diretta da Robert Mueller. Fin quando è in carica, il presidente non può essere processato, ma per certi ordini di crimini (o di mala condotta) la Camera può avviare la procedura d’impeachment, che deve essere eseguita dal Senato.

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  • adebenedetti

    17 Maggio 2017 - 22:10

    Distrugge o fa distruggere documenti, obbligare un teste a testimoniare il falso sono azioni di OSTRUZIONE della Giustizia. non c`e` video, non c`e` audio e quindi non ci sono testimonianze. Comey puo` aver scritto quello che vuole. Poi se era un tentativo di condizionare la Giustizia perche` e` stato zitto? Almeno sino ad ora non risulta niente. Forse il suo ex Direttore farebbe meglio a rimettere gli Scarponi, di TOGLIATTIANA MEMORIA,nel ripostiglio. Naturalmente il tutto sara` censurato seconda la tradizione Togliattiana rispolverata con gran enfasi nei calci nel sedere dall`Elefantino ricordando che Togliatti uso` la stessa espressione per Alcide De Gasperi.

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  • luigi.desa

    17 Maggio 2017 - 14:02

    Ferraresi rincorre il verosimile ( molto di più o di meno) .Quando circa 30 anni dopo il famoso scoop del WP il vice direttore della FBI confessò di essere la gola profonda che informava i grandissimi segugi del giornale -premiati con il Pulitzer- scrissi ,io medesimo, al comitato del Pulitzer per far ritirare il premio essendo stato quello del WP non uno scoop ma una telenovela .I due furbissimi giornalisti seppero in tempo reale cosa era accaduto all'Hotel Watergate e invece di dare lo scoop in tempo reale allungarono il brodo mettendo in agitazione psicomotoria per qualche mese ( e poi facendo dimettere Nixon grandissimo presidente ) non solo l'America ma anche i consoci europei.Ci sono due tipi di brodo in cucina, il brodo leggero da usare per la pasta da brodo ( in Italia i tortellini) e il consommè ,altri tipi di brodo non esistono salvo quello inventato dalla stampa senza pudore alcuno .Ricordare Davanzo con le 10 domande al Cav.E campagne di fango senza limite temporale

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  • Bacos50

    17 Maggio 2017 - 11:11

    La cosa più stupida che ha commesso il popolo americano non è stata l'andare a votare, si tratta di un sacrosanto diritto / dovere, ma quella di eleggere un incapace, che non si rende conto delle conseguenze planetarie di ciò che fa. E non credo glielo suggerisca il medico di comportarsi come l'ultimo dei peracottari.

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  • albertoxmura

    17 Maggio 2017 - 11:11

    Comey avrebbe dovuto denunciare le pressioni nell'immediatezza del fatto, non lasciare memo a futura memoria. I quali memo potrebbero essere stati scritti dopo il suo licenziamento, come ritorsione. Comey è tutt'altro che una persona limpida. Sentii la sua testimonianza al Congresso in marzo e mi fece una pessima impressione. Egli è uno che lancia il sasso nascondendo la mano. Disse: "Stiamo indagando su possibili collusioni tra il team di Trump e la Russia", ma alla domanda sul perché sia stata avviata l'indagine non appena Trump vinse le primarie, ha risposto che non poteva dire niente. E' ovvio che il potere incontrollato di accusare senza essere tenuti ad esibire le prove è estremamente pericoloso e mette a repentaglio la democrazia assai più delle goffe gaffes di Trump.

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