Rilasciato l'attivista italiano per i diritti gay arrestato a Mosca

Yuri Guaiana stava consegnando oltre due milioni di firme per chiedere un'indagine sulle condizioni degli omosessuali in Cecenia. È stato rilasciato dopo qualche ora e accompagnato in aeroporto 

Arrestato a Mosca attivista italiano per i diritti gay

Yuri Guaiana, attivista per i diritti Lgbt ed ex segretario dell'associazione radicale Certi Diritti è stato rilasciato dopo essere stato trattenuto per circa quattro ore ore dalla polizia di Mosca. A darne notizia, su Twitter, il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. Poche ore prima, il leader dell'associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, spiegava su Facebook che Guaiana è stato fermato “dopo essersi recato presso la Procura Generale di Mosca a consegnare centinaia di migliaia di firme raccolte contro il trattamento che subiscono le persone gay in Cecenia”. 

 

   

“Con altre associazioni - ha raccontato Guaina a Rainews24 durante il fermo - abbiamo raccolto oltre due milioni di firme per chiedere un'indagine accurata sulle condizioni delle persone omosessuali in Cecenia. Abbiamo parcheggiato la macchina vicino alla sede della procura generale, ma appena siamo scesi siamo stati fermati. Ora mi trovo in questa caserma insieme ad altri 4 attivisti russi che sono stati fermati con me. Non è mai successo che un numero maggiore di quello della popolazione cecena chiede che si faccia un'inchiesta efficace e che si fermino subito arresti, torture e uccisioni di gay. I cittadini russi meritano di vivere in libertà e in uno stato di diritto”.

 

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La notizia di una retata di un centinaio di uomini sospetti di predilizioni omosessuali e la smentita delle autorità cecene

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