Oggi Trump inizia a costruire il muro col Messico (che già esiste)

A forza di parlare di fake news si perde di vista la real news: Trump fa Trump. E ci si dimentica che l’approvazione del Secure Fence Act del 1994 arrivò anche col voto di... Hillary

Oggi Trump inizia a costruire il muro col Messico (che già esiste)

Trump e le frontiere. Fa quello che dice. Desta meraviglia e sorpresa il Trump candidato che è anche Trump presidente. La raffica di ordini esecutivi inaugurata per cominciare a smantellare l’Obamacare e affondare ufficialmente (facile, perché era già deceduto) il trattato di libero scambio con l’Asia, va avanti a passo di carica e oggi è destinata a toccare il cuore del programma di Trump: l’immigrazione. Che si espanda il muro al confine con il Messico, che si blocchino gli ingressi di persone provenienti da una serie di paesi islamici, che si metta fine ai programmi di accoglienza per i rifugiati. Per la cronaca: il muro al confine con il Messico c’è già, l’opera fu cominciata nel 1994 da Clinton (Bill) e estesa nel 2006 con l’approvazione del Secure Fence Act, firmato da George W. Bush, e votato anche da 25 senatori democratici, tra cui Hillary Clinton e Barack Obama.

 

Sul muro messicano quel che è da capire è chi lo paga (il Messico come si diceva in campagna elettorale? Difficile che il presidente Enrique Pena Nieto accetti l’invio della fattura di The Donald – 10 miliardi di dollari - senza una contropartita sul trattato del Nafta) e resta da capire se verrà rinforzata la polizia di frontiera (si parla di 5 mila agenti in più). Tra l’altro, è in programma un viaggio del presidente Nieto a Washington tra qualche giorno e sono già in corso colloqui tra esponenti del governo americano e messicano per riscrivere il Nafta. Complicazioni in vista, ma Trump è nel pieno della fase 100 giorni.

 

L’altro punto, l’ordine esecutivo sugli ingressi dai paesi islamici, dovrebbe riguardare una lista che comprende i soliti noti: Iran, Iraq, Iran, Yemen, Siria, Somalia, Sudan e Libia. In ognuno di questi paesi ci sono le impronte digitali delle operazioni militari americane, in chiaro o coperte, direttamente o indirettamente. A questo blocco verrà associato un generale controllo più severo dei permessi di soggiorno, test più restrittivi sui candidati alla permanenza negli Stati Uniti e la chiusura dei programmi di accoglienza per i rifugiati. E’ potere del presidente decidere il numero, il Wall Street Journal rivela quella che potrebbe essere la quota Trump: 50 mila. Quella di Obama fu 110 mila. E’ il programma elettorale di Trump. E’ la politica di Trump. Nessuna sorpresa. E’ che a forza di parlare di post-verità e fake news si perde di vista la real news: Trump fa Trump.

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Commenti all'articolo

  • Massimo

    25 Gennaio 2017 - 15:03

    Anche gli sciacalli fanno gli sciacalli ! Sarebbe una notizia ? Il problema sono i " giornalisti " che fanno tutt' altro ...questa è la notizia !

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  • ADL58

    25 Gennaio 2017 - 13:01

    ALDILA' del muro; Trump agli industriali : Non solo taglio delle tasse ma anche taglio di misure e regolamenti che, a sua detta, “in questo momento di vi impediscono di fare qualsiasi cosa”. L'Italia non solo agli industriali ma anche a microimprese e pizzicagnoli: REDDITOMETRI/SPESOMETRI/STUDI DI SETTORE/ PUTTANOMETRI/ DICHIARAZIONI IVA MENSILI E/O TRIMESTRALI E TASSE SU TASSE SU TASSE SU TASSE ................... AD LIBITUM. ALTRO CHE MURI !!!!!!!!!

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  • guido.valota

    25 Gennaio 2017 - 13:01

    Ma neanche si tratta di differenza tra fake news e news vere. È che siamo italiani, e ognuno dei provvedimenti esecutivi che un presidente USA (oggi Trump, ieri Obama) firma dopo pochi minuti dall'insediamento, in Italia richiederebbe decenni di discussioni per poi non venir adottato. Dopo mesi di cerimonie burobarocche per l'insediamento di un nuovo capo del governo.

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