L'Isis distrugge le antiche rovine di Palmira

Seriamente danneggiata la facciata del Teatro romano, fatto a pezzi il quadriportico che introduce la Via colonnata

L'Isis distrugge le antiche rovine di Palmira

Foto di Syeefa aka Ruzi95 via Flickr

Dopo essere rientrati a Palmira a dicembre, i militanti dello Stato islamico hanno distrutto il Tetrapylon (il quadriportico che posto all'inizio della Via colonnata) e "seriamente danneggiato" la facciata del Teatro romano. A dirlo è stato il direttore delle Antichità siriane, Maamoun Abdulkarim.

 

La città era stata riconquistata dalle truppe governative (con l'appoggio delle Forze armate russe) lo scorso marzo, dopo averla persa nel 2015. Nell'agosto di quell'anno, nell'anfiteatro, era stato torturato e assassinato l'ottantaduenne Khaled al Asaad, il più grande archeologo siriano nonché direttore per quarant'anni del sito di Palmira.

Il santo curatore

In memoria di Asaad, un martire laico. L’archeologo trucidato dall’Isis a Palmira era un musulmano di madre cristiana, beveva vino, scriveva libri, passeggiava con Mitterrand. “Lo avevamo implorato di lasciare la città, ma lui diceva: sono di Palmira, resterò anche se hanno deciso di uccidermi”.

Proprio ieri, l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) aveva diffuso la notizia secondo cui dodici persone (tra cui quattro civili) sono state uccise tra le rovine dell'antico anfiteatro della città romana.

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