Draghi finisce nella campagna elettorale tedesca

La Corte Costituzionale tedesca contro il Quantitative easing e la politica salva-euro della Bce. Ma la mossa sembra essere più elettorale che sostanziale 

Draghi finisce nella campagna elettorale tedesca

Il presidente della Bce, Mario Draghi (foto LaPresse)

Prima o poi doveva succedere. Con l’avvicinarsi delle elezioni tedesche era inevitabile che la politica monetaria di Mario Draghi diventasse argomento di dibattito. Non è un segreto che, come accade nel resto dell’Europa, il presidente della Banca centrale europea rappresenti una sorta di spartiacque tra europeisti e anti-europeisti. Fatto sta che schierarsi pro o contro Draghi può spostare  equilibri elettorali. Così non appare strano che la Corte costituzionale tedesca, con sede a Karlsruhe, abbia deciso di chiedere alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi  sul programma Quantitative easing, pilastro dell’azione espansiva della Bce che ha contribuito essenzialmente alla ripresa dell’area euro.

 

Secondo l’accusa la Bce starebbe violando le regole sul divieto di finanziamento agli stati, andando oltre il suo mandato che è quello (in pratica molto elastico) di tutelare la stabilità dei prezzi. Per capire quanto la decisione dell’Alta Corte abbia più carattere elettorale che sostanziale, basta fare un passo indietro, a quando i giudici di Karlsruhe inviarono una richiesta analoga contestando, però, il programma emergenziale – e mai attivato –  Omt (Outright Monetary Transactions).

 

In quell’occasione (era il 2013) un gruppo di cittadini chiese alla Corte di pronunciarsi sulla legittimità dell’operazione e la questione fu rinviata alla Corte di giustizia europea: i colleghi lussemburghesi diedero il via libera a Draghi e ai tedeschi non restò che adeguarsi. Difficile pensare che, con un tale precedente, le cose possano andare diversamente. Inoltre la Commissione è a favore del Qe (con cui finora la Bce ha rastrellato 2 mila miliardi di titoli pubblici di paesi dell’Eurozona).

 

In ogni caso la decisione non arriverà prima del voto tedesco, il 24 settembre, senza contare che a mesi la Bce segnalerà se e come ridurrà il Qe. Insomma, tutti elementi che sembrano confermare la natura “propagandistica” del caso. Infatti gli avversari di Angela Merkel, i socialisti della Spd, hanno iniziato a sottolineare che la scelta della Corte equivale al fallimento della politica di “euro-salvataggi” avallata da Merkel. Sul fronte opposto si registra la contrarietà del ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, dell’opinione che la Bce sul Qe agisca nel rispetto del suo mandato. Se lo dice anche lui, storicamente indicato come critico di Draghi, c’è da credergli.

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