Arriva la norma salva FlixBus

Il governo inserisce nel decreto Enti Locali la modifica al Milleproroghe che evita la chiusura della società

Il governo fa marcia indietro e si impegna a cancellare la norma anti-FlixBus

Il Consiglio dei ministri mantiene le promesse e mette fine al calvario di chi temeva la messa al bando di FlixBus, la società tedesca che offre viaggi in autobus di lunga tratta appoggiandosi a società locali – senza quindi possedere mezzi propri – a prezzi molto più che convenienti.

 

Tutto è iniziato con il decreto Milleproroghe all'interno del quale alcuni deputati del gruppo Conservatori e Riformisti (oggi ridenominato Direzione Italia) hanno inserito un emendamento che, di fatto, rende illegale l’attività svolta da FlixBus. Il governo, riconoscendo esplicitamente l’erroneità della norma, si è impegnato a correggerla attraverso un emendamento nel ddl concorrenza.

I continui slittamenti del voto in aula sul testo del ddl concorrenza, hanno rischiato di far entrare in vigore quanto previsto dal Milleproroghe causando la chiusura dell'azienda e provocando ricadute negative di notevole impatto per le migliaia di consumatori che ogni giorno usufruiscono del servizio.

 

L'esecutivo, però, ha mantenuto la promessa e ha inserito la modifica all'interno del decreto legge Enti Locali esaminato ieri in Consiglio dei ministri. In questo modo la norma entrerà subito in vigore e FlixBus sarà salva.

 

A condurre la battaglia per cercare di salvare FlixBus sono stati tre parlamentari - Daniele Capezzone (Conservatori e Riformisti), Sergio Boccadutri (Partito Democratico) e Andrea Mazziotti (Indipendente, ex Scelta Civica) - che subito dopo l'approvazione del Milleproroghe avevano presentato tre ordini del giorno, approvati, in cui si chiedeva al governo di impegnarsi a correggere l'errore. 

 

L’onorevole Boccadutri, che nel Pd si occupa di innovazione, parlando con il Foglio ricorda come l’emendamento anti FlixBus sia stato qualcosa che il governo “ha subìto” e che si era ripromesso di risolvere, ritenendo la messa al bando dell'azienda ingiusta e anti concorrenziale. Anche l’Antitrust, la settimana scorsa, si era espresso duramente sulla possibilità che una società che svolge regolarmente la propria attività – portando non pochi benefici ai suoi clienti e al mercato dei trasporti, reso più concorrenziale e “vivace” – venisse ostacolata da un tentativo parlamentare palesemente corporativista.

 

 

FlixBus, in ogni caso, si era già attivata per far fronte a eventuali nuovi ostacoli: proprio ieri aveva presentato un esposto alla Commissione Europea per chiederle di vagliare la compatibilità della norma “anti-FlixBus” con il diritto dell'UE, con particolare riferimento alle libertà di stabilimento e quella di prestazione dei servizi. Su Change.org, inoltre, era stata da poco lanciata una campagna di raccolta firme che chiede esplicitamente al governo di salvare l'azienda da una norma ingiusta che la metterebbe al bando.

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