Come mangeremo nel 2017?

Dalla prima cucina robotica alla smart kitchen di Samsung, dal neoveganesimo agli insetti, fino allo spopolare degli analcolici

Moley Robotics, una società con sede a Londra, ha annunciato il lancio di una cucina-robot, in cui due braccia meccaniche manderanno in pensione Cracco e soci

Moley Robotics, una società con sede a Londra, ha annunciato il lancio di una cucina-robot, in cui due braccia meccaniche manderanno in pensione Cracco e soci (foto via Fcebook)

Il 2016 è stato derubricato come annus horribilis dopo la morte di varie celebrità e risultati elettorali lontani dai desideri di Gramellini. Tuttavia è legittimo avere qualche sospetto sulla bontà dell’anno che sta per iniziare. Difficile fare previsioni sulla politica, l’andamento dei mercati e altro, ma se andiamo a guardare le cose che contano (il cibo) ci saranno numerose novità, il che dato l’andazzo potrebbe non tradursi in positivo. Il 2017 porterà nelle nostre cucine (o meglio, in quelle di chi se lo può permettere) numerose innovazioni, alcune ammirevoli altre stomachevoli.

"The Chicken Connoisseur", il recensore di junk food che ci salva dall'alimentarmente corretto

Il programma sui migliori (o peggiori) negozi di pollo fritto di Londra su Youtube.

Moley Robotics, una società con sede a Londra, ha annunciato il lancio di una cucina-robot, in cui due braccia meccaniche manderanno in pensione Cracco e soci. Costo stimato 10.000 dollari, per un prodotto hi-tech il cui ricettario è stato paragonato alla libreria di iTunes e che lava persino i piatti. Samsung non è da meno e ha lanciato numerosi elettrodomestici smart, la cui punta di diamante è il frigorifero Family Hub, che oltre ad annunciare il meteo e a offrire musica permette al proprietario di fare la spesa online direttamente dalla porta touch screen. Costo previsto oltre i 5000 euro.



Non solo tecnologia nel 2017, ma un ritorno all’antico, all’esotico, all’orientale. Pare stia spopolando a New York la dieta ayurvedica. Un approccio (ovviamente “olistico”) al cibo, la cui rivoluzione principale è apparentemente l’abuso di curcuma. Gli ingredienti, naturalmente freschi, naturali e bio, saranno i nuovi messia di chi ha perso la fede, garantendo la felicità, una dieta equilibrata e un rimedio a tutti i malanni dello spirito e del corpo. Divya’s Kitchen, il primo ristorante del genere aperto a Manhattan, offre per 22 dollari una lasagna i cui ingredienti (vegetariani e gluten-free) sono pesto, spinaci, broccoli, carote e besciamella di latte di mandorle. La lista dei dessert consiste in tre tè calmanti, dato che una cena del genere garantisce la sbroccata.

La spezia asiatica la farà da padrona anche nei nuovi drink analcolici, che andranno di moda nell’anno che verrà. Birre, cocktails e vini saranno riservati agli ubriaconi retrogradi, mentre la generazione Z secondo la BBC si stonerà con chupiti sempre di curcuma, acqua filtrata col carbone attivo, centrifugati vari e lo “spirito analcoolico” Seedlip. Una bottiglia costa il doppio dell’equivalente quantitativo di vodka. La longevità e il rifiuto del deboscio passeranno anche dai festival. Oltre ai concerti rock e alle maratone cinematografiche, Londra è diventata mecca dei fitness festival, sponsorizzati tra gli altri anche da Nike e Reebok. Una tre giorni a fare step e crossfit che vi farà dimenticare Woodstock, Glastonbury e Tomorrowland.


Kimchi coreano (foto Pixabay)

Nel nuovo anno ci saranno ancora i vegani, ma sarà più in voga il “neoveganesimo”, che consiste fondamentalmente nell’aggiunta di nuovi ingredienti e ricette: si va dal Jackfruit, un frutto indiano che su Amazon costa come una bottiglia di champagne, ai nuggets di cavolfiore, fino ad una drastica riduzione della soia. Sempre dall’Asia invaderanno i mercati europei i prodotti fermentati, come il kimchi coreano o il tè combucha. Tra gli effetti positivi secondo gli esperti la diminuzione del gonfiore, una ritrovata fertilità, immunità, energia e soprattutto un aumento della libido. Potrebbe essere infine l’anno di consacrazione dell’entomofagia. Gli insetti, dopo il via libera dell’UE ai novel food, potrebbero spopolare (in maniera volontaria) nei piatti del vecchio continente.

Il nuovo anno porterà nelle nostre cucine nuove tecnologie, nuovi sapori e nuovi ingredienti. Il tutto ovviamente bio, vegetariano a chilometro zero (o perlomeno asiatico) e rigorosamente gluten-free.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    03 Gennaio 2017 - 09:09

    Sarà... ma ho parecchi dubbi su tutto ciò che viene raccontato nell'articolo dal momento che le statistiche dell'anno appena trascorso dicono chiaramente che i consumi in generale sono diminuiti e in particolare quelli alimentari. Ma attenzione, questo non significa necessariamente che gli italiani mangino di meno o peggio. La verità è che gli italiani come hanno sempre fatto per secoli hanno rispolverato la loro antica capacità nel risparmiare mangiando bene anzi meglio. A casa nostra ormai da tre anni facciamo il pane in casa. Una volta la settimana, di solito la Domenica, 3 chili di farina di semola, un po' di acqua, il lievito madre cresciuto amorevolmente e una fedele cucina economica a legna, quelle della nonna che si usavano sino a non tanto tempo fa. Ed ecco tre belle pagnotte. Due vengono tagliate a fette e surgelate e quella rimasta riposta nella madia da consumare. Costo al chilogrammo 0,65 €. Lo stesso giorno si fa anche la pasta per la settimana. In tutto 15 € al mese

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