Il pensiero unico sul clima colpisce ancora. Chi critica il global warming perde il lavoro

Cacciato dalla tv francese lo storico meteorologo Philippe Verdier, "Monsieur Météo". Con una lettera la direzione gli chiedeva di non presentarsi più al lavoro che ha fatto per vent'anni. Il motivo? Nel suo ultimo libro smonta le teorie del riscaldamento globale e critica la conferenza sul clima di Parigi. L'ombra dell'Eliseo dietro la sua cacciata.
Il pensiero unico sul clima colpisce ancora. Chi critica il global warming perde il lavoro

Parigi. Philippe Verdier era “Monsieur Météo” di France 2. Meteorologo lo è da vent’anni, ma domenica mentre si stava preparando per il ritorno in televisione, dopo un breve congedo per la campagna promozionale del suo ultimo libro, ha ricevuto una lettera della direzione di France Télévisions che gli chiedeva espressamente di starsene a casa e di non presentarsi il giorno dopo per i due consueti appuntamenti delle 13:30 e delle 20:30. Gli è stato anche chiesto di rimuovere ogni riferimento a France Télévisions dal suo profilo Twitter, come un appestato da tenere alla larga, e che la prossima settimana dovrà presentarsi per un colloquio. Dopo tre giorni di silenzio, Verdier è uscito allo scoperto dicendo tutta la verità. Non c’è nessuna malattia in questione, nessuno scandalo, né tantomeno screzi con i suoi colleghi di lavoro.

 

C’entrano solo ed esclusivamente i contenuti del suo libro, “Climat Investigation”, nel quale relativizza le conseguenze del global warming e muove pesanti accuse nei confronti degli organizzatori della Conferenza sul clima che si terrà a Parigi il prossimo dicembre, sbugiardando i catastrofisti del Giec (Groupe d'experts intergouvernemental sur l'évolution du climat) e i loro metodi. “Ho ricevuto una lettera nella quale mi viene chiesto di stare a casa”, ha dichiarato il presentatore dei bollettini meteo su France 2, dicendosi “vittima del bulldozer Cop21”, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Nel teaser di presentazione di “Climat Investigation”, già in cima all’indice dei libri proibiti dagli ayatollah dell’ideologia climatica, Verdier introduce con queste parole la sua inchiesta sulla grande impostura del riscaldamento globale: “Ho deciso di parlare, di raccontarvi ciò che ci è volontariamente nascosto”. Pubblicato dalle edizioni Ring, il libro del meteorologo francese è un’aperta denuncia agli opachi legami tra scienziati, politici, ong ambientaliste, lobbisti e religioni sulla questione del clima, a due mesi dalla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Parigi. “Siamo ostaggi di uno scandalo planetario sul riscaldamento climatico, una macchina da guerra destinata a mantenerci nella paura”, afferma Verdier nel teaser.

 

All’origine di questo “ingranaggio ben rodato”, secondo quanto denunciato dall’ormai ex meteorologo di France 2, ci sarebbe un insieme di “scienziati manipolati, politicizzati, corruzione, scandali sessuali, politici assetati di potere e interessati esclusivamente alla loro immagine, media accecati che si imbizzarriscono e censurano sotto la pressione dei loro azionisti (...) ong ambientaliste e religioni in cerca di nuovi credo”. Tanto materiale, insomma, che, avvalendosi di documenti inediti, il “climatosceptique” più famoso di Francia ha riversato nelle 330 pagine di “Climate Investigation”, la cui presentazione, intitolata “I retroscena di uno scandalo planetario” e curata dalla casa editrice, merita di essere tradotta integralmente: “Il clima è oggi une guerra, una religione. Ogni opinione contraria sarà eliminata (non poteva esserci profezia più azzeccata, ndr). Quale voce si eleverà per rompere il silenzio per far esplodere la verità prima del summit di Parigi? Non esiste oggi alcun legame tra clima e discorso allarmista a questo proposito. I francesi sono mantenuti nella paura da un martellamento senza precedenti. Questa presa di ostaggi costituisce una sfida diplomatica per la Conferenza di Parigi. Ai più alti vertici dello stato, il fallimento della Cop21 è diagnosticato da molto tempo ma la manipolazione e lo spettacolo si amplificano ulteriormente. Il Giec, ultra politicizzato, si disgrega sotto il peso degli scandali e dei suoi metodi criticabili. Il discorso scientifico è impercettibile. Le Nazioni Unite, minate dalla corruzione, annaspano volontoriamente nei pourparlers. Lobby economiche, associazioni ecologiste, governi e religioni intrattengono dei legami pericolosi. Gli ambasciatori del clima alimentano questa crisi insieme scottante e impalpabile. La Francia figura tuttavia tra i paesi meno colpiti dal cambiamento climatico. La nostra economia e la nostra società già beneficiano degli enormi vantaggi del riscaldamento. Lo sviluppo delle energie rinnovabili minaccia la nostra sicurezza e non compenserà in un alcun modo l’esplosione demografica identificata come causa principale del problema. Chi oserà rompere apertamente questi tabù sotto l’estrema pressione dei dirigenti?”. Verdier lo ha fatto. E ne sta pagando le conseguenze.

 

[**Video_box_2**]In “Climat Investigation” sfata uno dopo l’altro i miti sventolati dai terroristi del global warming e afferma perentoriamente che il riscaldamento globale è invece una buona cosa: “Un’arietta vacanziera estiva soffia progressivamente sulla Francia. È forse qualcosa di insormontabile per la nostra vita quotidiana?”, ha dichiarato a Telerama. “Dobbiamo osare e riconoscere che meno il freddo si manifesta, meglio va il nostro paese!”. A riguardo, Verdier prende ad esempio il 2014, “l’anno più caldo mai registrato nel nostro paese”, ricordando agli annunciatori apocalittici della catastrofe ambientale e antropologica imminente, che c’è stato “un abbassamento della mortalità, un miglioramento per il turismo nazionale, dei venti favorevoli per il calcestruzzo e gli intonaci (inutilizzabili al di sotto dei 5°), una riduzione del prezzo della fattura dell’elettricità, un successo per i vini e lo champagne, un’agricoltura abbondante, delle intemperie invernali meno costose e un trasporto aereo risparmiato grazie all’assenza del freddo e della neve”. Oltre al libro, il meteorologo francese ha anche indirizzato una lettera al presidente della Repubblica, François Hollande, nella quale lo accusa senza mezzi termini di “drammatizzare” la situazione e di “non agire in maniera posata e costruttiva per l’ambiente”. “La Cop21 è un rullo compressore, cadrà durante le elezioni regionali, è oggi una questione centrale per il governo”, ha attaccato Verdier. Intervistato dal giornalista Jean-Marc Morandini su Europe1, Verdier ha proseguito il suo attacco: “Oggi mi è stato chiesto di stare a casa, in attesa di un colloquio la prossima settimana, dopo il quale verrà decisa la mia sorte”. Sull’ipotesi di una sollecitazione diretta del presidente socialista Hollande a France Télévisions, il meteorologo ha dichiarato che “necessariamente, quando qualcuno si mette di traverso nella strada della Cop21, non fa piacere all’Eliseo”. La cacciata sarebbe quindi la conseguenza di un intervento dell’Eliseo? “È assolutamente possibile”.

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