Bombe contro i vaccini: due esplosioni davanti ad ambulatori di Bergamo

La rivendicazione di un gruppo di estrema destra: "Avete voluto sfondare le porte delle nostre case. Noi veglieremo sulle vostre"

Bombe contro i vaccini: due esplosioni davanti ad ambulatori di Bergamo

Una foto con i volantini e il manifesto di rivendicazione pubblicata dal Mab

I resti di due esplosioni sono stati ritrovati questa mattina davanti a due ambulatori nel bergamasco: bombe carta contenenti chiodi sono state fatte scoppiate nella notte di fronte alle sedi distaccate delle Aziende socio-sanitarie di Ponte San Pietro e di Sant'Omobono Terme. Un atto dimostrativo contro la decisione di rendere obbligatori i vaccini per i bambini per l'iscrizione ad asili nido e scuole materne: “Contro la dittatura medica, per la libertà di scelta vaccinale”, spiegano i volantini trovati accanto alle esplosioni e firmati dal Mab (Manipolo d’Avanguardia Bergamo), un gruppo di destra eversiva. Su alcuni manifesti lasciati accanto alle bombe è riprodotta l’immagine del ministro Beatrice Lorenzin circondata da scheletri e con una grande siringa in mano. "Avete voluto sfondare le porte delle nostre case. Noi veglieremo sulle vostre", recita ancora il volantino. Il gruppo ha anche pubblicato sul suo blog le foto dei manifesti sotto alla scritta “…TUTTO PRONTO…”.

L'assessore al Welfare della regione Lombardia, Giulio Gallera, ha espresso "solidarietà al ministro per i gravissimi atti intimidatori” e accusato "chi, su un  argomento importante come i vaccini e la salute dei cittadini, sta  utilizzando la violenza, inasprendo i toni di un dibattito già di per  sé incomprensibile perché mette in dubbio verità scientifiche". "Sull'argomento vaccini – ha aggiunto l'assessore - si stanno superando i  limiti, dimenticando che al centro c'è una questione prima di tutto di salute pubblica che le istituzioni hanno il dovere di tutelare mantenendo le percentuali di adesione ai vaccini al di sopra della  soglia del 95 per cento, identificata come condizione essenziale per garantire l'immunità di gregge e quindi la salute dell'intera comunità”.

  

Nei giorni scorsi anche il virologo Roberto Burioni – il medico del San Raffaele noto per la sua battaglia contro le tesi antivax e per il quale è stata proposta la medaglia d'oro al merito della Sanità pubblica – aveva ricevuto minacce di morte su Facebook: "Ho un proiettile con il suo nome pronto in canna", ha scritto un utente sotto un post nel quale il medico sosteneva il decreto sui vaccini obbligatori.

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