Giusto o sbagliato, ora friggere è reato

La Cassazione ha condannato una coppia di Monfalcone per "molestie olfattive". Ora per cucinare fritti bisognerà ottenere il benestare del vicinato?

Giusto o sbagliato, ora friggere è reato

Foto LaPresse

Friggere da qualche giorno può creare più di un problema e questa volta non al giro vita, bensì alla fedina penale. La Cassazione – con la sentenza 14467/2017 – ha condannato una coppia di Monfalcone per "molestie olfattive", un reato che non esisteva e che ora è inquadrato in quello di "getto pericoloso delle cose" previsto dall'articolo 674 del Codice penale.

 

Tutto è nato da una lite tra condomini di qualche anno fa. Gli inquilini di un appartamento al primo piano friggevano spesso, cucinavano speziato e la cosa infastidiva quelli del terzo piano. E così, dopo diverse lamentele i secondi hanno portato i primi in tribunale e la Cassazione ha condannato in via definitiva la coppia in quanto "molestatori olfattivi".

Bio onnipotente

C’è sempre stato qualcosa di sacro nel nostro approccio al cibo. Ma oggi le scelte alimentari sono diventate una fede. Bufale, certezze e pregiudizi di una nuova guerra di religione

Quali siano i limiti oltre i quali da normali cuochi si diventa molestatori olfattivi non è ancora chiaro, come non è chiaro quanto è consentito friggere e se sia necessario ottenere il benestare del vicinato per poterlo fare. Al di là delle difficoltà di inquadramento del reato, appare evidente che la sentenza della Cassazione si inserisce all'interno di un generale atteggiamento di iper attenzione verso il cibo, sia nel contesto della tutela della salute, sia in quello riguardante l'origine, la produzione, insomma la dimensione etica di quanto si mangia.

 

Quello relativo agli odori è solo l'ultimo passo di un paternalismo alimentare che ci vorrebbe imporre di pensare alle nostre scelte in cucina come la causa o la soluzione, come scritto da Luciano Capone sul Foglio, "di molti dei problemi dell’umanità: inquinamento, deforestazione, riscaldamento globale, guerre, povertà, fame e migrazioni". E questo accade in contemporanea a un'attenzione sempre maggiore dello stato nei confronti degli alimenti e dei piatti tipici della tradizione italiana, molti di questi fritti. 

Come ci si comporterà adesso nel caso in cui qualcuno vorrà cucinare in casa arancini, panelle, mozzarelle in carrozza oppure olive all'ascolana? Sarà considerato un molestatore olfattivo o una persona che porta avanti la tradizione gastronomica italiana?

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Commenti all'articolo

  • Blanik

    06 Aprile 2017 - 15:03

    che paese è diventato l'Italia? ma gli italiani si rendono conto di cosa è diventato il loro paese? sono anni che non vivo più li e non ne sono per nulla pentito.

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  • gianni.rapetti

    06 Aprile 2017 - 13:01

    Con l'introduzione di questo nuovo reato la microcriminalita' aumentera' vertiginosamente con buona pace del Direttore.

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  • guido.valota

    05 Aprile 2017 - 21:09

    Magistratura italiana sempre più vicina a una bella inchiesta sulle scie chimiche.

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    • Blanik

      06 Aprile 2017 - 15:03

      dici che nessuno sta gia indagando? :-)

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  • luigi.desa

    05 Aprile 2017 - 19:07

    succede che i giudici di cassazione si riuniscano in camera di consiglio dopo una bisboccia a volte succede anche a giudici di alte corti nel mondo,il problema in Italia è che ai nostri succede troppo spesso e in stato etilico inventano reati che non sono previsti delle norme penali . il più lubrico è il non-reato di concorso esterno in associazione mafiosa.quale è il santo protettore degli italiani ? Langone raccomandaci tu che hai più dimestichezza con i santi che con i giudici

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