Tutti contro lo studente-imprenditore di Moncalieri premiato dalla Fondazione Einaudi

Il 17enne che vendeva snack e bibite all'istituto Pininfarina è stato premiato con una borsa di studio per "lo spirito di iniziativa". Compagni di classe e politica però si schierano contro 

Tutti contro lo studente-imprenditore di Moncalieri premiato dalla Fondazione Einaudi

Foto di Uncalno Tekno via Flickr

Gli studenti dell'itis Pininfarina di Moncalieri boicottano il compagno diventato celebre per la redditizia vendita abusiva di snack e bibite a scuola. La fondazione Luigi Einaudi di Roma, “la cui mission è la diffusione e la valorizzazione del pensiero liberale”, ha deciso di premiare il diciassettenne per il “suo spirito di iniziativa”, in quanto “la sua attività non è da perseguire ma da promuovere”. L'assegnazione della borsa di studio - avvenuta oggi - non è andata giù a circa 500 dei 1700 studenti dell'istituto. Stamani non sono entrati a scuola e hanno manifestato esponendo cartelli e striscioni dai toni inequivocabili: “Al Pinin non vince il dieci ma gli evasori”, “borse di studio anche per noi”, “cervelli in fuga, venditori di snack abusivi da Nobel”, “solo in Italia si premia l'illegalità e la furberia”.

La scuola boicotta la libera impresa. Elogio (paradossale) del ragazzo bocciato per le merendine

Un allievo dell’Itis di Moncalieri ha intrapreso un’attività di smercio di snack, dedicandosi al felice arbitraggio tra il prezzo praticato dai supermercati e quello applicato dal bar e dai distributori dell’istituto. Sospeso e rimandato. In nome di cosa?

“È un premio immeritato: un illecito in una scuola non è un motivo serio per dare una borsa di studio”, dicono i ragazzi, assicurando che non ce l'hanno con il loro compagno ma con la fondazione Einaudi. L'assessore all'Istruzione della regione Piemonte, Gianna Pentenero, in una nota definisce “comprensibile” lo “sconcerto tra i suoi compagni”: “Credo sia sbagliato far passare il messaggio secondo il quale non rispettare le regole viene letto come un'innovativa capacità imprenditoriale. Punizioni o, al contrario, riconoscimenti finiscono per essere fini a se stessi se non aiutano il giovane a distinguere tra ciò che è lecito e ciò che non lo è. Con la premiazione il rischio è che l'unico insegnamento per il ragazzo è che chi è più furbo avrà sempre la strada spianata”, chiarisce l'assessore.

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Commenti all'articolo

  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    14 Dicembre 2016 - 00:12

    Premesso che in Italia è materialmente impossibile conoscere tutte le leggi anche dedicandosi ad una carriera di studio in legge ci sono alcune domande da porsi: il problema è l'evasione dell'IVA? O la perdita della rendita di posizione per chi era autorizzato a vendere all'interno dei locali scolastici? I distributori automatici emettevano documento fiscale? Sono stati fatti i controlli fiscali su chi vendeva con autorizzazione? Tutti gli studenti che oggi protestano non si sono mai avvalsi della possibilità di risparmiare offerta dal loro compagno?

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