Un’evidenza, senza complottismi, sul caso Orlandi

Diamo pure per assodato che Nuzzi & Fittipaldi sono due stronzi, così a prescindere. Però certi strani episodi in Vaticano fanno pensare che seppure Dio non esiste, la sfiga c'è e funziona benissimo

Un’evidenza, senza complottismi, sul caso Orlandi

Manifesto col volto di Emanuela Orlandi (Foto LaPresse)

Va bene che le fakenews in entrata dal web in Vaticano le bloccano secche e senza indugio come neanche in Cina WhatsApp, o a Barcellona le urne della libertà. E va bene che se qualcuno vuole spiegazioni, su qualsiasi dubia gli venga in mente, può sempre rivolgersi al cardinale Schönborn. E tranquilli tutti che il caso è chiuso, archiviato pure dall’avvocato del diavolo. E va benissimo che pure monsignor Dziwisz dovevano farlo santo subito, come il suo principale. E siamo certi che Emanuela Orlandi non solo dal Vaticano non è mai uscita, ma sicuramente non c’era neanche entrata in vita sua, tale quale l’aereo di Ustica che non era mai nemmeno decollato, come diceva Lino Jannuzzi.

 

E va bene, pertanto, che di complotti manco a parlarne. Diamo pure per assodato che Nuzzi & Fittipaldi sono due stronzi, così a prescindere. Però, nei giorni in cui sopra il Cupolone tornano a volare dossier e veleni e liste della spesa che promettono di farci divertire come ai bei tempi di Ratzy, succede questo. Che l’altra sera, dopo una giornata di lavoro, il magistrato Simona Maisto della Procura di Roma, che molto s’era occupata del caso Orlandi, ha preso l’ascensore del tribunale. Doveva scendere, ma quello invece è misteriosamente precipitato verso l’alto e ha urtato con violenza il soffitto. Tranquilli, l’hanno soltanto portata al Gemelli, sempre posto di preti. E va bene pure, a questo punto, che misteri non ce ne sono, e che forse nemmeno Dio esiste. Ma la sfiga c’è eccome, e funziona benissimo.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    08 Ottobre 2017 - 17:05

    Certo è che De Pedis seppellito come un santo, in una cripta da immacolato concezione gatta ci cova. Possibile che tutto sia ricondotto ad un fatto di abbate canonico? Possibile che nessuno al di sopra decida o avalli o sappia di simile sepoltura? Possibile che non sia stato uno scambio di favore oltre misura e, accettato incondizionatamente per quanto dato e, quindi da contraccambiare induscutibilmente perché incoffessabile? Ecco, su questo ci si dovrebbe interrogare e obbligare, chi di dovere, a dare una risposta. Alla famiglia per un dovere di carne viva oltraggiata. A noi per un dovere di fede cattolica tradita.

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