Non c'è nulla di terribile nelle epurazioni papali. Basta chiamarle per nome

Francesco desidera attorniarsi di persone con una visione in linea con la sua agenda, sintonizzate sulla frequenza “periferica”, stare in mezzo al gregge più che in dotti cenacoli intellettuali

Non c'è nulla di terribile nelle epurazioni papali. Basta chiamarle per nome
Roma. Manovre interne, promozioni improvvise, cordate e correnti. E’ il 2017 ma siamo sempre lì, ai “corvi che volano nella boscaglia” (copyright di Tarcisio cardinal Bertone all’epoca del primo Vatileaks che azzannava il pontificato ratzingeriano), agli spifferi, al gossipame. Non saranno gli anni dei Papi Borgia, con cadaveri nel Tevere, cardinali avvelenati in cene ricche annaffiate da vino di scarsa qualità, ma insomma, il quadro che emerge non è idilliaco (eufemismo). Gerhard Ludwig Müller, nell’intervista pubblicata ieri dal Foglio ha...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, REGISTRATI e scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • marco.tioli

    23 Luglio 2017 - 19:07

    Finalmente!

    Report

    Rispondi

  • guido.valota

    23 Luglio 2017 - 16:04

    D'altra parte la gente vuole il papa che dice buon appetito.

    Report

    Rispondi

Servizi