L'endorsement di Avvenire a Beppe Grillo: "D'accordo con il M5s su tre quarti delle cose"

Il leader del Movimento 5 stelle intervistato dal quotidiano dei vescovi chiarisce: "Questioni etiche? Non siamo qui a dire cosa è giusto e cosa è sbagliato"

L'endorsement di Avvenire a Beppe Grillo

foto LaPresse

Roma. Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, riserva oggi un’intera pagina all’intervista con Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 stelle. Il comico genovese illustra la sua proposta politica, riassumibile nel porre fine alla politica dei “Nembo Kid che hanno ucciso l’Italia”, e cioè  a Silvio Berlusconi e Renzi. Insulti a entrambi, con il primo definito “il tranviere più noto tra quelli che hanno portato l’Italia verso il precipizio” e il secondo come “bugiardo”. Il resto è il solito refrain demagogico-populista: “Il governo a 5 stelle sarà certamente molto difficile da zittire con il dito ossuto della Germania e la tracotanza delle banche”, l’Unione europea che “non esiste, è il nulla. Come una gita in bici a ventisette con due ciclisti professionisti, tanti dilettanti e un novantenne. Uno vince, gli altri schiattano”.

 

Putin? “Cinque parole sono sufficienti. E’ quello che è, senza troppi misteri”. Trump? “E’ l’espressione plastica della fine della sinistra frou frou”. E comunque, “non importa come la pensi Trump, oppure cosa abbia in comune con gli altri casi di esasperazione alle urne, la sua elezione è stata una sorpresa perché l’establishment americano è molto più ottuso di quanto si possa immaginare”. Il movimento, aggiunge poi Grillo, “è post-ideologico”, e sulle questioni etiche “non siamo qui a dire cosa è giusto e cosa è sbagliato per e su ogni argomento. Per noi è fondamentale l’autodeterminazione intesa come la possibilità data ai cittadini di essere cittadini”.

Insomma, “il movimento si è semplicemente impegnato a restituire il paese in mano alla gente. Per questo non può essere connotato ideologicamente neppure su questioni definite etiche. Per noi conta il ripristino della democrazia in Italia che oggi è sospesa, conta il rientro nelle istituzioni e assistere alla costruzione di un’idea di futuro”.

 

Se Grillo si prende una pagina di Avvenire, il direttore di quest’ultimo, Marco Tarquinio, ne occupa una sul Corriere della Sera. In una lunga intervista, Tarquinio chiarisce: “Se guardiamo ai grandi temi (dal lavoro alla lotta alle povertà), nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità”. Chiarimento: “Anche nei programmi di Pd e Forza Italia ci sono temi comuni. Ma c’è un altro quarto che fa la differenza. La sintonia è forte sulla lotta alle povertà e sul valore della partecipazione”.

 

Certo, qualche dubbio resta: “Non riesco a capire come possano portare fino alle estreme conseguenze il loro concetto di libertà su temi eticamente sensibili come quello del fine vita e dell’eutanasia”. Ma insomma, sulle altre questioni, la sintonia c’è, specie sulla posizione di Luigi di Maio contraria alle aperture domenicali dei negozi: “Constato – dice il direttore di Avvenire – che il M5s entra in modo serio nella discussione. Credo sia comune la preoccupazione che almeno un giorno della settimana sia dedicato a relazioni che siano altro da quelle lavorative. Non è un tema solo religioso”, ma è “una dimostrazione di sensibilità. Ha capito che il problema non aveva cittadinanza nel dibattito politico ma nella vita delle persone”. 

 

E comunque, “la domenica è un giorno speciale. Papa Benedetto diceva che era ‘il giorno di Dio e della comunità’. Sulla liberalizzazione dei giorni festivi negli anni scorsi c’è stata un’inedita alleanza tra il mondo cattolico da un lato e Cgil e Confesercenti dall’altro”.

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Commenti all'articolo

  • Saverio Gpallav

    21 Aprile 2017 - 15:03

    Permettetemi di commentare solamente il titolo dell'articolo. Non riuscite ad utilizzare i termini italiani "appoggio" o "approvazione" al posto dell'inutile "endorsement"? Dareste un buon esempio ai vostri colleghi giornalisti che da alcuni anni si sono dati ad un forsennato uso di questa parola in spregio alla nostra lingua. Non vorrei che anche un giornale stilisticamente corretto come il vostro arrivasse ad utilizzare il verbo "endorsare", esempio della folle deriva a cui può condurre l'abuso di termini stranieri nella lingua italiana.

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  • ceva.paola

    19 Aprile 2017 - 23:11

    Grillo la parola "precipizio" non dovrebbe nemmeno osare pronunciarla...

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  • Roberto Cattani

    19 Aprile 2017 - 18:06

    È un problema di “sensibilità”. Beppe Grillo “garante” per tre quarti dell’episcopato italiano. A Gesù Cristo resta il 25%. Per ora. Poi, caro Lucio Marco Tarquinio (il Superbo), tutti in Grillology?

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    19 Aprile 2017 - 16:04

    Un grande Avvenire, dietro le spalle.

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