I vescovi americani ringraziano Trump per l'ordine esecutivo contro l'aborto

Comunicato ufficiale firmato dal cardinale Dolan: "E' un passo positivo verso il ripristino di importanti politiche federali che rispettino il diritto umano più fondamentale"

I vescovi americani ringraziano Trump per l'ordine esecutivo contro l'aborto

Il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York

Roma. Ieri Donald Trump, tra i primi atti della sua Amministrazione, ha firmato un ordine esecutivo che sospende l'erogazione di fondi alle organizzazioni non governative internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo. Il provvedimento fu introdotto nel 1984 da Ronald Reagan e sospeso ogniqualvolta alla Casa Bianca entrava un inquilino democratico. L'ultimo a farlo, nel 2009, fu Barack Obama.

 

Subito è arrivato il plauso della Conferenza episcopale americana, con un comunicato firmato dal presidente del comitato che si occupa delle attività pro life, il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York, già presente alla cerimonia d'insediamento lo scorso venerdì a Washington. "Ci complimentiamo per la decisione del presidente Trump", si legge nella Nota ufficiale: "Si tratta di un passo positivo verso il ripristino e il rafforzamento di importanti politiche federali che rispettino il diritto umano più fondamentale, quello alla vita".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lauraromana

    06 Febbraio 2017 - 08:08

    Nel discorso di trinchi sono presenti tutti gli attrezzi più logori della campagna abortista; manca ovviamente ogni considerazione per il bambino - o la bambina - fatto a pezzi nel grembo della donna; manca - more solito - ogni considerazione per il trauma che segna a vita la maggior parte delle donne che abortiscono ( e non essendo un medico non posso elencare i rischi e i danni fisici e psichici cui è sottoposta una donna in caso di aborto). In quanto al sostegno dato a madri in difficoltà, è stato sempre dato da istituzioni della Chiesa e tuttora le organizzazioni di sostegno alla vita sono di chiara ispirazione cattolica o comunque cristiana. In quanto ai comandamenti, da quando si è deciso di ignorarli le cose vanno decisamente a catafascio: la dimostrazione sta nelle pagine quotidiane della cronaca nera. Lei, trinchi, è di quelli che si sono lasciati affascinare da "idee nuove: ma esse non sono che idee morte".

    Report

    Rispondi

  • carlo.trinchi

    24 Gennaio 2017 - 20:08

    L'aborto è una cosa grave e va visto anche nei casi specifici e non solo generali. La coscienza del singolo va rispettata. E che dire della mercificazione delle donne a cui è concesso vendere parti di se per denaro e dare ad un figlio due padri o due madri o solo uno dei due? La chiesa cosa fa per alleviare l'angoscia di una donna che decide di tenere il nascituro non avendo niente e nessuno? E di una adolescente violentata? Calma e gesso e tanta riflessione. Trump non fermerà un bel niente. Un conto è la prevenzione e l'assistenza un conto è il divieto. La natura ha il suo corso e se ne frega di padri e madri, lei pensa alla spescie. Noi no, noi ci siamo dati delle regole a partire dai comandamenti per poter costituire una società accettabile, altrimenti è caos. Poi tutto cambia e ci si adegua alle nuove esigenze sia esse di sciienza che comportamentali. Dire aborto no, non basta. Non è più capito, non è più capibile a parte un grande dolore.

    Report

    Rispondi

  • ADL58

    24 Gennaio 2017 - 18:06

    E' forse questo il vero motivo il "NON DICTUM" che "giustifica" la mega manifestazione delle 500mila paladine dei diritti delle donne ?????

    Report

    Rispondi

Servizi