Francesco: “Occhi aperti”

Se sei gay in seminario non entri. La stretta vaticana sui futuri preti

A tre anni dal “chi sono io per giudicare?”, ecco il documento papale che va nella direzione opposta. Introvigne: “Basta la tendenza”

Se sei gay in seminario non entri. La stretta vaticana sui futuri preti

Papa Francesco (foto LaPresse)

Roma. Le linee guida del pensiero di Francesco trovano ampio spazio nel corposo “Il Dono della vocazione presibiterale - Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis”, il documento pubblicato dalla congregazione per il Clero che aggiorna norme usi e costumi per l’accesso ai seminari dei futuri sacerdoti. Dentro, c’è di tutto, perfino i suggerimenti sulla “salute, l’alimentazione, l’attività motoria e il riposo”. Importante, poi, “curare l’ambito estetico, offrendo un’istruzione che permetta di conoscere le diverse manifestazioni artistiche, educando al senso del bello”.

C’è una parte, però, che non pare rispecchiare appieno quel “chi sono io per giudicare?” di tre anni e mezzo fa proclamato a bordo dell’aereo che riportava il Papa a Roma dopo il viaggio a Rio. O, almeno, non lo rispecchia secondo la traduzione mediatica delle parole del Pontefice, che eliminò ogni riferimento bergogliano al catechismo della chiesa cattolica. E infatti, se si scorre il documento, si scopre che i toni non sono affatto cambiati rispetto al passato, anzi.

Al punto 199 si legge infatti che “in relazione alle persone con tendenze omosessuali che si accostano ai seminari, o che scoprono nel corso della formazione tale situazione, in coerenza con il proprio magistero, la chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al seminario e agli ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay. Le suddette persone si trovano, infatti – prosegue il documento della congregazione per il Clero – in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne”. E, ancora, “non sono affatto da trascurare le conseguenze negative che possono derivare dall’ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate”.

Frasi tutt’altro che scontate o banali, al punto che il sociologo Massimo Introvigne ha sottolineato come “per essere esclusi dal seminario bastano le tendenze, anche in assenza di pratica”. Francesco lo disse già un anno fa: “Occhio alle ammissioni ai seminari, occhi aperti”. Spesso tra chi cerca riparo in seminario, si nascondono “disturbi psichici”.

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Commenti all'articolo

  • maurizio guerrini

    maurizio guerrini

    14 Dicembre 2016 - 17:05

    Con la logica contenuta nel sottotitolo si può concludere che, se si è contrari alla pena di morte, sarebbe incoerente il rifiuto in seminario dell'omicida.

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  • Albert

    13 Dicembre 2016 - 14:02

    se sei gay *e lo dici*, in seminario non entri

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  • andrea.milani82

    10 Dicembre 2016 - 09:09

    Quindi, riassumendo, se hai la vocazione e sei donna (eterosessuale) fai la suora, sei ricevi "la chiamata" e sei uomo (eterosessuale) fai il prete, se sei omosessuale e hai la vocazione, oh, si sarà sbagliato Dio a dartela, può succedere, ha talmente tanto da fare.

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