I vescovi polacchi: “Con Giovanni Paolo II non c’era bisogno di interpretare il magistero di Pietro”

Il presidente del Consiglio per la famiglia della locale conferenza episcopale appoggia la lettera su Amoris laetitia inviata al Papa: “Domande legittime”

papa in polonia

Papa Francesco con il cardinale Dziwisz durante il recente viaggio in Polonia (LaPresse)

Roma. Il dibattito sull’esortazione post sinodale Amoris laetitia è all’insegna della parresia più spinta come poche altre volte si era visto nei tempi recenti della chiesa. Dopo la pubblicazione dei Dubia e della lettera con richiesta di chiarimenti che quattro cardinali (Carlo Caffarra, Raymond Leo Burke, Walter Brandmüller e Joachim Meisner) avevano inviato lo scorso 19 settembre al Papa senza ottenere risposta, altri porporati e vescovi sono intervenuti nel dibattito, chi accusando di fatto i quattro di essere un manipolo di congiurati, chi prendendone le difese e rilanciando le perplessità sul documento pubblicato dal Papa pochi mesi dopo il Sinodo.

  

Se il titolare del dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, il neo cardinale Kevin Farrell, ha detto a mezzo stampa che il Pontefice non deve rispondere proprio a nessuno e che il testo di Amoris laetitia è chiarissimo – rimproverando anche il connazionale Charles Chaput, arcivescovo di Philadelphia, di aver presentato ai fedeli della sua diocesi linee-guida non in sintonia con le aperture romane – è dalla Polonia che è arrivato il sostegno più rilevante (e simbolico) a favore dei quattro cardinali. Mons. Jan Watroba, presidente del Consiglio per la famiglia della Conferenza episcopale polacca, infatti, ha definito “non riprovevole” la pubblicazione della missiva di Caffarra, Burke, Brandmüller e Meisner. Anzi, si è trattato “dell’espressione di una preoccupazione per la corretta comprensione della dottrina di Pietro”.

 

Io, altri vescovi e parroci siamo sopraffatti da queste o simili domande”, ha aggiunto il presule, a giudizio del quale “è un peccato che non ci sia nessuna interpretazione generale” del documento e che passi un messaggio “non chiaro”, al punto che bisogna “aggiungere interpretazioni”. “Io, personalmente – ha chiosato Watroba – forse per abitudine ma anche con profonda convinzione, preferisco un’interpretazione tale (come era solito fare Giovanni Paolo II) dove non c’era bisogno di commenti o interpretazioni del magistero di Pietro”.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    29 Novembre 2016 - 14:02

    In Polonia, e il buon Giovanni Paolo II lo sapeva, se eri un ebreo, e uscivi dal ghetto, preferivi farci ritorno presto, perchè i cattolici fuori ti facevano piú paura ancora (Elie Wiesel). Si è visto come andò a finire, mentre nella notte sfrecciavano treni carichi di persone, e i cattolici (salvo poche eroiche eccezioni) tacevano, o dormivano. E Pasqua e Natale era meglio non farsi vedere per strada. Ancora oggi, evidentemente, molto clero, anche illustre, resta attaccato a false certezze, chiuso perfino a una lettera come Amoris Letitia, che può essere letta, senza bisogno di "interpretazione" anche da un bambino. Li trovo ipocriti, chiusi, rancorosi, orgogliosi e vanitosi, e poco Gesu-itici, nello spirito, questi porporati che non capiscono (o fan' finta) che la storia va avanti, che l'umanità cammina, incontro a Dio, il quale non ci vuole fermi, ma in moto, e soprattutto non inutilmente polemici ma aperti, collaborativi, sensibili, onesti e coerenti con quello che insegna Gesù.

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  • scavo

    25 Novembre 2016 - 18:06

    Dio permette questo castigo, cioè l'elezione di Papa Francesco, per i molti peccati che noi tutti (inclusi molti tra i più alti prelati) abbiamo commesso e commettiamo tuttora. Dobbiamo tutti convertirci, pregare molto la Vergine Maria e far celebrare Messe per varie necessità (perdono dei peccati, in tempo di terremoto anche spirituale) per chiedere a Dio che cessi il castigo e la tempesta spirituale e morale che sta sconvolgendo il mondo cattolico. Il santo monaco (canonizzato dalla Chiesa Cattolica) Vincenzo di Lerins afferma due cose importantissime: 1) La fede cattolica che non si può mai cambiare è ciò che tutto il popolo fedele in ogni luogo e in ogni tempo ha sempre ritenuto come vero; 2) Alcuni Papi Dio li dona alla sua Chiesa, altri li tollera, altri infine li infligge.

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  • info

    24 Novembre 2016 - 19:07

    Come Cattolico osservante rispetto Papa Francesco ma non mi sento in sintonia con lui e questo è un brutto segno perchè divide noi Cristiani, è la prima volta che sento questo in un Papa ( ne ho vissuti fino ad ora 4 ) e mi rattrista molto, è un brutto segno per la Chiesa.

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  • lorenzolodigiani

    24 Novembre 2016 - 16:04

    Caro Matzuzzi, con buona pace dei vescovi polacchi e della molte voci critiche nei confronti di Papa Francesco, si tenga conto che i cardinali in conclave, illuminati dallo Spirito Santo, lui hanno eletto. Non si vorranno mettere contro lo Spirito Santo.

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    • p.baro

      25 Novembre 2016 - 20:08

      illuminati dallo Spirito Santo'????????????????

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    • angelo.marchina

      25 Novembre 2016 - 09:09

      TestoÈ lo Spirito Santo il responsabile dell’elezione del Papa?, gli fu domandato. Ratzinger, non rinunciando nel finale a una certa ironia, rispose così: «Non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a sceglierlo. Direi che lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto da quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il quale uno debba votare. Probabilmente l’unica sicurezza che egli offre è che la cosa non possa essere totalmente rovinata. Ci sono troppi esempi di Papi che evidentemente lo Spirito Santo non avrebbe scelto».

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      • lorenzolodigiani

        25 Novembre 2016 - 14:02

        Lei ci rivela un lato meno conosciuto di Benedetto XVI , il senso dell'umorismo.

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    • caterina.scarsini

      25 Novembre 2016 - 00:12

      Non è così semplice e automatico. Il Signore ha certamente permesso questa elezione come quella di altri papi per suoi imperscrutabili disegni. Inoltre da quello che ci sembra male in molti casi può derivare un bene. Tuttavia se un cristiano che ha nutrito la propria fede alla fonte della Parola di Dio e degli scritti dei padri della Chiesa rileva delle contraddizioni nel parlare e nell'agire di pastori anche molto in alto nella gerarchia può in rettitudine di intenti e con umiltà esprimere le sue perplessità o deve tacere per rispetto. L'unica cosa di cui sono certa é che bisogna pregare per il papa perché lo Spirito Santo lo illumini.

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