La polemica velenosa scatenata dal Nyt sul caso Regeni

“Le prove schiaccianti”, di cui molto si parla negli articoli italiani, nell’articolo del Nyt si limitano alla certezza che Al Sisi sapesse come erano andati i fatti, al di là di una eventuale responsabilità sua personale o del governo

La polemica velenosa scatenata dal Nyt sul caso Regeni

Conferenza stampa sulla morte di Giulio Regeni (foto LaPresse)

Capita di sbagliare anche ai migliori, figuriamoci a chi scrive questa rubrica. Complice il caldo e la fretta della vigilia di Ferragosto, l’altro ieri qui si è caduti sulle date. Prodi ebbe 10 mila voti nelle “quirinarie” grilline del 2015 e non del 2013. L’errore commesso inficia una considerazione che seguiva ma non, per fortuna, il senso generale del corsivo. Mi scuso e posso solo promettere che “i prossimi errori saranno diversi”.

  

Intanto le polemiche di Ferragosto impazzano e una, innescata dal New York Times, è particolarmente velenosa. Due aspetti però possono far riflettere, al di là della inevitabile smentita di Palazzo Chigi. Se è vero il racconto del duro confronto fra il capo del dipartimento di stato John Kerry e il suo omologo egiziano a proposito dell’uccisione di Giulio Regeni, se ne può dedurre che, sulla vicenda, quell’Amministrazione Usa fu molto più solidale col nostro paese della totalità dei nostri partner europei, singolarmente o unitariamente considerati. D’altro canto però “le prove schiaccianti”, di cui molto si parla negli articoli italiani, nell’articolo originale si limitano alla certezza che Al Sisi sapesse come erano andati i fatti, al di là di una eventuale responsabilità sua personale o del governo. Non sarebbe comunque poco ma avrebbe bisogno di un qualche riscontro per essere utile. Altrimenti di quelli che sanno ma non hanno le prove o dei teorici del «non poteva non sapere» già abbondiamo senza bisogno di andarli a cercare oltreoceano.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    23 Agosto 2017 - 21:09

    ok, non avevo nominato al sisi ma c'ero arrivato anche io a botta calda, dicendo (non mi ricordo dove, qui o altrove) che si sarebbe venuti a capo della faccenda se e soltanto se il governo egiziano avesse ritenuto opportuno dire tutto ciò che sapeva; il che, al netto di tutto finora, non mi sembra sia ancora avvenuto..

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  • bragadin

    17 Agosto 2017 - 12:12

    ebbene si: si può dire che la verità che deve essere scritta e legittimata sui giornali sulla morte di Regeni, è quella che ad ordinare il suo assassino sia stato il presidente Sisi. Se non ci fosse di mezzo la morte di un ingenuo ragazzo che potrebbe essere il nostro figlio, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate. Ricordate la morte di Ilaria Alpi? Stesso refrain che dura tutt'ora dopo 25 anni !!!!! Anche nel suo caso, la stampa aveva montato un caso intricatissimo per cui i mandanti erano i servizi segreti militari con l'appoggio di alti ufficiali del nostro esercito che operavano in Somalia. Come per la Alpi, anche per Regeni, le prime vittime di queste miserabili mistificazione dell'informazione, sono i genitori di quei ragazzi, i quali, distrutti dal dolore, si attaccano a tutto (anche alle bufale dei giornali) pur di mantenere viva la speranza di trovare pace e giustizia...che ahimè, non troveranno, perché la verità NON É MAI QUELLA PERSEGUITA DAI GIORNALI per vendere copie

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  • luigi.desa

    17 Agosto 2017 - 08:08

    Sono ancora oscure le ragioni per le quali Regeni è andato in Egitto. Ufficialmente per fare una ricerca su il sindcalismo egiziano ,che è notoriamenre un movimento molto attivo antigovernativo. Forse si scoprono più dettagli sulla sua morte indagando in inghiliterra che non insistendo con i servizi segreti egiziani che se sono segreti con il ciufelo raccontano cosa è successo.

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  • Giovanni

    16 Agosto 2017 - 20:08

    Che dietro ci sia il clan Obama-Clinton? Mi sembra alquanto probabile vista la freddezza con cui fu accolta dall'ex presidente USA la vittoria di Al Sisi alle elezioni di quel paese. Al Sisi non è un dittatore ma un presidente eletto regolarmente anche se piuttosto autoritario che deve barcamenarsi in una situazione assai difficile. D'altronde le precedenti elezioni le avevano vinte i Fratelli Mussulmani di Morsi che in pochi mesi spinsero l'Egitto verso un islamismo fondamentalista con forti accenti anticristiani e filopalestinesi. Io capisco i genitori di Giulio Regeni ( al loro posto sarei forse ancora più intransigente) ma questo ragazzo si andò a ficcare in un vero e proprio ginepraio di poteri oscuri e contrapposti di cui probabilmente era inconsapevole, alcuni dei quali presenti persino nell'università inglese che frequentava e dalla quale ebbe l'incarico di fare quella maledetta indagine in Egitto.

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