La differenza tra diritto e carità

Il padre di Eluana, i genitori di Charlie Gard e la necessità di stabilire un’area grigia senza fissare una linea d’ombra oltre la quale lo stato, la comunità, la famiglia avrebbero il dovere di rispettare il diritto di morte

Giuliano Ferrara

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ferrara@ilfoglio.it

La differenza tra diritto e carità

Foto dalla pagina Facebook Charlie Gard #charliesfight

Il padre di Eluana Englaro voleva che la figlia in stato vegetativo fosse soppressa a norma di legge. I genitori del piccolo Charlie non vogliono che il bambino in stato terminale venga lasciato morire dopo una sentenza di tribunale. La campagna per Charlie ha preso un aspetto corale, fino all’intervento fattivo del Vaticano. Nel caso di Eluana Englaro l’appello a portare acqua alla malata che si voleva disidratare raggiunse il sagrato del Duomo di Milano, ma non varcò la soglia...

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  • mauro

    07 Luglio 2017 - 10:10

    Caro Ferrara, il diritto di morire, sempre tacitamente rispettato da noi medici di fronte all'ineluttabile (cui la fede non dovrebbe negare, anche dimenticando il nemo ante obitum, la stessa paternità trascendente che attribuisce al diritto di vivere anche da vegetale e non più da essere umano). L'avvento delle macchine, e della responsabilità del bottone da schiacciare coram populo, ha reso necessario il ricorso al giudice, a scanso di guai (anche se almeno fino a qualche tempo fa, adesso non so se c'è più qualcuno che rischia con i tempi che corrono, qualche bottone si schiacciava , d'accordo con i parenti, nei reparti di rianimazione). Era inevitabile che cosi come il diritto alla morte era stato messo nelle mani di un giudice, anche il diritto alla vita prima o poi, per una sorta di legge del taglione, passasse sotto il vaglio della legge umana. E' la civiltà delle macchine e noi, individualmente, non possiamo farci niente. E forse è meglio così.

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  • ltornillo

    06 Luglio 2017 - 11:11

    Anch'io sono d'accordo. Tuttavia lancio un sasso: questo bambino senza l'assistenza della medicina contemporanea sarebbe già morto. Chi gli ha regalato la sua malattia? I medici che dicono che non lo si può trasferire? Chi ha la fortuna di avere fede si faccia questa domanda e si chieda che senso abbiano tutte queste sofferenze.

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  • Silvius

    06 Luglio 2017 - 08:08

    Inoltre, mi scusi, è profondamente scorretto sostenere che il padre di Eliana chiedesse che la figlia "venisse soppressa per legge". La richiesta era un'altra e Lei lo sa benissimo: chiedeva solo di lasciarla morire, di staccarla da quella "macchina" che la teneva in vita artificialmente da 17 anni. "Artificialmente" viene sempre omesso da chi invoca il decorso della natura.

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  • Silvius

    06 Luglio 2017 - 08:08

    Ma anche la carità non può opporsi per legge al "diritto di morire", non trova?

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