Come suonano le ceneri dei nostri cari

Il produttore discografico britannico Jason Leach è specializzato nel pressare ceneri umane su vinile. E' la conseguenza estrema del nostro concetto di intrattenimento

Come suonano le ceneri dei nostri cari

Foto di Anders Printz via Flickr

“La cosa bella della morte è che ti fa vivere”, sostiene il produttore discografico britannico Jason Leach, la cui specialità è pressare ceneri umane su vinile. È complicato ma in sintesi funziona così: qualcuno contatta Jason, gli fornisce registrazioni di ciò che intende eternare del caro estinto e poi gli affida i resti della sua cremazione, che il produttore dispone su vinili trasparenti così che si possa osservare in tralice la granella del defunto e ascoltare la viva presenza delle ceneri sui solchi.

 

Ascoltare i morti è un antico auspicio che in Occidente ha origine con la discesa di Ulisse nell'Ade, culmina con la teosofia e i tavolini traballanti per poi terminare assieme ai dubbi novecenteschi sulla registrazione e sull'evenienza che, in un lontano futuro, fosse possibile sentire a comando la voce di un arcavolo che ci parli dal passato: “Pronto pronto sono il bisnonno crrrr sto beniss craccracricrecr sapere se hai fatto i compiti”, eccetera.

 

Il problema non si pone più: oggi, per dire, tutti guardano i film di Totò e nessuno si scandalizza se ridiamo allo sketch di un comico ormai in avanzato stato di decomposizione. La trovata di condire i dischi con resti umani è in linea con questa tradizione, anzi la porta a conseguenze estreme.

 

Nell'antica Grecia infatti gli stoici sostenevano che per il nonno stecchito, benché coriaceo, non ci fosse più degna sepoltura che nel nostro stomaco: all'epoca gli uomini erano soprattutto consumatori di cibo, pertanto papparsi l'antenato era il modo più immediato per farlo crescere e prosperare attraverso la nostra vita. Oggi siamo soprattutto consumatori di intrattenimento ed emozioni, quindi l'ambizione di trasformare il nostro albero genealogico in collezione di LP da ascoltare coi brividi è lo sviluppo, coerente e socialmente accettabile, della necrofagia.

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