Una manifestazione contro il femminicidio (foto LaPresse)

Non c'è rieducazione che tenga: femminicidi in aumento nei paesi scandinavi

Antonio Gurrado

Da uomo mi preoccupano le conseguenze dei numeri che arrivano dagli stati in cui le donne sono più emancipate

Mi spaventano i femminicidi scandinavi anche se sono maschio e mi tengo ben lontano da quelle lande. Da anni il podio delle nazioni più violente nei confronti delle donne è occupato da Danimarca, Finlandia e Svezia, che sono anche le nazioni in cui la donna è più emancipata. Fossi cinico, farei notare che la notizia implica l'inutilità di tutta la capillare mastodontica campagna italiana d'informazione e sensibilizzazione volta a contrastare la violenza di genere per mezzo dell'incremento della parità fra i sessi: tutta questa smania di rieducare gli uomini, anzi, può forse rivelarsi dannosa, se l'esperienza insegna che frutto del lavaggio del cervello è un incremento del pericolo per le presunte beneficiarie.

 

Sono invece innocente come un giglio di campo pertanto, anziché malignamente gioire, mi terrorizzo. Se ogni anno continua a raggiungerci puntuale la notizia che le donne sono più vittime proprio nei paesi in cui sono più emancipate, andrà a finire che si dedurrà che non c'è educazione che tenga e che noi maschi siamo inestirpabilmente violenti, nonostante tutta l'informazione e la sensibilizzazione di cui siamo sommersi. Un altro anno di statistiche simili dalla Scandinavia e inizieranno a perseguitarci per i nostri cromosomi.

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