L’impossibilità dei porti chiusi. In una foto

Ieri Matteo Salvini si è preso una pausa dal suo tour lungo le spiagge italiane ed è rientrato al Viminale – e questa è una notizia – per “mettersi al lavoro” ed “evitare lo sbarco di oltre 500 immigrati a bordo delle navi di due ong”. Poco dopo, al ministro è stata recapitata una lettera del Tribunale dei minori di Palermo in cui si chiedeva conto del respingimento – che dura ormai da 13 giorni – dei 28 minorenni salvati nel Mediterraneo dalla nave ong Open Arms. Nella sua lettera a Salvini, il procuratore Maria Vittoria Randazzo scrive che “le convenzioni internazionali impongono il divieto di respingimento alla frontiera o di espulsione dei minorenni stranieri non accompagnati”. Insomma, il Capitano poteva tranquillamente restare in spiaggia a fare comizi sventolando rosari, perché nei fatti il suo decreto sicurezza bis è una scatola vuota, inapplicabile davanti al peso preponderante delle leggi internazionali.
Intanto però ci sono 501 naufraghi che attendono di ricevere da Malta, Italia o Spagna l’assegnazione di un porto dove sbarcare. I governi europei continuano a restare in silenzio: le due navi delle ong – oltre a Open Arms c’è la norvegese Ocean Vikings – non entreranno in porto perché deve farsene carico l’Ue. Ma proprio l’Ue ricorda a tutti di non avere poteri in merito (i governi non si sono accordati sulla riforma degli accordi di Dublino, perché rivendicano il diritto di gestire i confini) e di non essere nemmeno stata interpellata per trovare un’intesa tra i paesi membri per ridistribuire i migranti della Ocean Vikings. In questo scaricabarile tra governi, ieri il ministro dell’Interno maltese, Michael Farrugia, ha diffuso una foto drammatica. Nell’immagine ci sono due uomini su un piccolo gommone al largo nel Mediterraneo: uno dei due è morto, l’altro – poi recuperato ancora vivo dai maltesi – è al suo fianco, in ginocchio. “L’abbiamo salvato ma non possiamo più farlo da soli”, ha scritto Farrugia. Per Malta si tratta di un appello agli stati membri, affinché trovino un accordo politico e lo facciano funzionare, a nome dell’Ue. Con buona pace del decreto sicurezza bis.