Yale cancella la storia dell’arte, “troppo bianca”

30 GEN 20
Ultimo aggiornamento: 00:07 | 31 GEN 20
Immagine di Yale cancella la storia dell’arte, “troppo bianca”
Roma. L’Università di Yale ha annunciato che manderà in pensione il suo famoso corso di “Introduzione alla storia dell’arte, dal Rinascimento a oggi”. Insegnato per decenni da Vincent Scully, uno dei più celebri professori di Yale, il corso è una delle più riverite introduzioni all’umanesimo nell’accademia americana. E’ stato annullato per tutti i soliti motivi. E’ troppo bianco, troppo europeo, troppo maschile, troppo “problematico”, come dice Tim Barringer, presidente del dipartimento di storia dell’arte, che introdurrà una prospettiva “globale”. E naturalmente, scrive Barringer, il nuovo corso prenderà in considerazione l’arte in relazione a “questioni di genere, classe e ‘razza’”. Il Daily News fa sapere che la rimozione del corso di storia dell’arte è “l’ultima risposta al disagio degli studenti per un ‘canone’ occidentale idealizzato, prodotto da un gruppo di artisti bianchi, eterosessuali, europei e maschi”. Lo scorso ottobre è morto uno dei grandi professori di Yale, Harold Bloom, che si era opposto con tutte le sue forze a questa “Scuola del risentimento”, prevedendo quanto è appena successo al corso di storia dell’arte: “Quando la ‘Scuola del risentimento’ diventerà dominante tra gli storici dell’arte e della critica come lo è tra gli accademici letterari, Matisse rimarrà senza pubblico mentre noi tutti ci accalcheremo per vedere i dipinti delle ‘Guerrilla Girls’ e Stravinsky correrà il rischio di essere sostituito dalla musica politicamente corretta”.
Giulio Meotti