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La recensione di "Tramonto di un’epoca"
Quello che serve sapere sul libro di Barbara W. Tuchman edito da Neri Pozza, 573 pp., 30 euro
28 OTT 26

"Basta con questa cronologia!", pare abbia affermato una volta Sergej Sazonov, ministro degli Esteri russo all’epoca dello scoppio della Prima guerra mondiale, a chi continuava a ricorrere esclusivamente agli intrighi politico-diplomatici per spiegarne le ragioni. Parte da quest’invito ad allargare il campo d’indagine Barbara Tuchman, autrice con I cannoni d’agosto proprio di una delle più note e fluide ricostruzioni sull’estate del ’14, convinta che “le cosiddette origini diplomatiche della Grande Guerra sono solo il grafico della temperatura del paziente; esse non ci dicono nulla sulla causa che ha provocato la febbre”.
Ne viene fuori un saggio orientato sulle società più che sugli stati e le economie, pieno di aneddoti gustosi, alcuni anche indicativi e sintomatici di un clima che se da un lato era permeato dalla fede nel progresso e nella scienza, dall’altro covava al suo interno odi nazionalistici e tensioni sociali destinate prima o poi a esplodere.
Il saggio inizia con il 1895, quando in Inghilterra entra in carica l’ultimo governo chiaramente aristocratico, del quale facevano parte rampolli di quella classe sociale che governava il paese e il suo grande impero sin dal medioevo. Lo sguardo di Tuchman contiene una innegabile ammirazione verso quelli che ribattezza “i patrizi”, esponenti di una classe che aveva appreso “l’arte di governare attraverso il dominio delle grandi proprietà” e riteneva il diritto di amministrare lo stato come un qualcosa che gli apparteneva per diritto.
Ma negli ultimi decenni dell’Ottocento si stavano facendo largo anche i mortali nemici di quell’aristocrazia che viveva il suo momento di crepuscolare splendore: anarchici, socialisti, rivoluzionari. In quel periodo infatti sia l’Europa che gli Stati Uniti sono terrorizzati da un’ondata di attentati che colpisce dalla Spagna agli Stati Uniti, dalla Russia alla Francia, teste coronate e capi di governo. In Italia è il caso del re Umberto I, ucciso dall’anarchico Bresci il 19 luglio 1900. Un discorso a parte riguarda il caso Dreyfus, ovvero il processo per tradimento contro l’ufficiale dell’esercito francese accusato di intelligence con il nemico (ovvero la Germania) che si rivelò presto uno sgangherato complotto venato di antisemitismo. “Per due anni, dall’estate del 1897 all’estate del 1899, quel vecchio mondo in dissoluzione parve sussultare negli spasmi dell’agonia”. Come altre crisi piccole o grandi che si susseguirono, la ferita parve ricomporsi con la grazia presidenziale e poi con la riabilitazione di Dreyfus, ma era una risoluzione solo apparente, superficiale, un sinistro prologo all’inizio della prima, tremenda, guerra moderna.
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Barbara W. Tuchman
Tramonto di un’epoca
Neri Pozza, 573 pp., 30 euro
Tramonto di un’epoca
Neri Pozza, 573 pp., 30 euro