Bristol

La recensione del libro di Jean Echenoz edito da Adelphi, 156 pp., 18 euro

Immagine di Bristol
"Bristol è appena uscito dal suo palazzo quando il corpo di un uomo nudo piomba dall’alto sfracellandosi a otto metri da lui. Senza prestarvi attenzione, Bristol si dirige spedito verso la Senna. E’ autunno, di primo mattino, molto presto per lui, troppo fresco per la stagione, le nove e dieci e sei gradi Celsius”. Inizia così, con questo incipit, "Bristol", l’ultimo romanzo di Jean Echenoz, appena pubblicato in Italia da Adelphi. In poche righe c’è già quasi tutto: un uomo morto in circostanze misteriose, un protagonista che assorto nei propri pensieri invece che fermarsi non si accorge di nulla e continua a camminare per la propria strada, uno sguardo narrativo che sembra attribuire alla temperatura la stessa identica importanza di un corpo appena precipitato dal cielo. Ed è precisamente in questo paradosso che si annuncia il gioco narrativo di Echenoz, perché proprio quando tutto sembra cominciare come un poliziesco convenzionale la prospettiva viene immediatamente rovesciata con perfetta noncuranza. L’inquadratura abbandona così il morto sull’asfalto e si mette a seguire invece quello che continua a camminare. Non potrebbe esserci introduzione migliore per Robert Bristol, che di mestiere fa proprio il regista cinematografico e, nonostante nella sua carriera abbia accumulato più insuccessi che altro, si ostina a non mollare la presa. Scopriremo così che è in procinto di girare un nuovo film, “L’oro insanguinato”, tratto da un bestseller che ha venduto milioni di copie nel mondo, scritto dalla regina del romanzo rosa Marjorie des Marais, ambientato nel cuore del continente africano. Una storia all’interno della quale “la fragile Chloè e l’intrepido Jean-Claude” affronteranno mercenari, stregoni, segreti e duelli all’ultimo sangue. Sul set naturalmente le cose non andranno come da copione e mentre Bristol sarà costretto ad affrontare mille peripezie per portare a termine il suo lavoro, contemporaneamente, a Parigi, un ispettore di polizia inizierà a indagare sulla misteriosa caduta dell’uomo precipitato dal palazzo, cominciando a sospettare proprio di Bristol. Il punto però non sarà tanto quello che accadrà ma il modo in cui Echenoz sceglierà di raccontarlo, saccheggiando dalle tecniche cinematografiche e montando la storia come fosse un film, divertendosi ad utilizzare tagli, ellissi e repentini cambi di inquadratura, come se la pagina fosse uno schermo. Al centro rimarrà comunque Robert Bristol, un regista senza gloria alla quale però sarà impossibile resistere.
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Jean Echenoz
Bristol
Adelphi, 156 pp., 18 euro