qualcosa da leggere
Bellum
La recensione del libro di Marco Rocco edito da Carocci, 265 pp., 26 euro
21 OTT 26

L’affascinante storia dell’Antica Roma, dalla monarchia alla repubblica, all’impero, alla decadenza, esercita da sempre attrazione e interesse presso il grande pubblico dei lettori, incuriositi dalla prospettiva di un estemporaneo “ripasso” delle proprie reminiscenze scolastiche.
Con questo "Bellum", lo studioso, docente e ricercatore Marco Rocco propone un testo di assoluto rigore accademico e storiografico. Attraverso la ricostruzione minuziosa di dodici grandi battaglie, l’autore ripercorre le tappe fondamentali degli eventi che portarono, nel corso di alcuni secoli, alla edificazione del più importante impero della storia universale. In ogni capitolo è descritto preliminarmente il contesto storico-politico che precede lo scontro, la complessità dei vari sistemi di alleanze (ciò che oggi chiamiamo “geopolitica”) e la conformazione specifica del terreno su cui si svolsero gli avvenimenti, con varie cartine. Un’attenzione molto dettagliata è riservata all’evoluzione degli armamenti, dell’equipaggiamento, delle formazioni militari, nonché alle opere ingegneristiche e alle sempre più complesse e sofisticate macchine belliche. La rassegna prende l’avvio da una clamorosa sconfitta: l’ignominiosa umiliazione inflitta ai romani dai Sanniti di Gavio Ponzio presso le Forche Caudine, due gole profonde, impervie e boscose, in cui l’esercito dell’Urbe rimane bloccato e costretto alla resa. E’ in questa circostanza che Erennio, il vecchio e saggio padre di Gavio, suggerisce al figlio di liberare tutti i prigionieri in cambio di un trattato di pace, o altrimenti di ucciderli tutti. Il vincitore sceglie invece di mortificare i nemici, facendoli passare uno a uno sotto il giogo, disarmati e con la sola tunica indosso. La vendetta dei Romani sarà spietata.
Il volume procede poi nella ricostruzione di vari altri epici scontri, dalla battaglia navale di Milazzo contro i Cartaginesi, alla celebre vittoria di Cesare nell’assedio di Alesia contro i Galli di Vercingetorige, al trionfo di Ottaviano a Segesta in Dalmazia e così via.
L’autore cita con precisione tutti i celebri storici dell’epoca (Tito Livio, Strabone, Plutarco, Tacito e altri) ma non manca di dare la parola agli sconfitti, con l’amara invettiva che Calgaco, travolto in Britannia dai legionari di Agricola, rivolge ai Romani: “Sono i predatori del mondo: da quando sono venute meno le terre da conquistare, scrutano avidamente il mare; se il loro nemico è ricco, sono avidi, se povero, arroganti. Non li sazia né l’oriente né l’occidente: unici fra tutti, bramano con uguale cupidigia la ricchezza e la povertà. Rubare, trucidare, rapinare: questo, con falso nome, è il loro “impero” e, quando fanno un deserto, lo chiamano pace”.
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Marco Rocco
Bellum
Carocci, 265 pp., 26 euro
Bellum
Carocci, 265 pp., 26 euro