Con la morte non si scherza, mai. Lettera da uno spaccio di scheletri

I bambini desiderano ciò che gli viene fatto desiderare. I genitori invece mi lasciano perplessi: pensano, a cosa mettono in mano ai figli? Halloween è la fiera della morte ma loro ti rispondono che "é solo un gioco"  

17 OTT 26
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(Foto Getty)

Già a settembre allo spaccio cinese qui vicino scaricavano camion di merce. Halloween: dalla Cina un assortimento straordinario di teschi, sudari e zucche. Ma le merci dall’Asia non erano bloccate a Hormuz? No: puntualissime, anzi in anticipo di due mesi. E già ora preme nel negozio il pellegrinaggio di ragazzini per mano alla mamma: “Vuoi lo scheletro? Vuoi i lumini da cimitero?”
I bambini desiderano ciò che gli viene fatto desiderare. I genitori invece mi lasciano perplessi: pensano, a cosa mettono in mano ai figli?
Halloween è la fiera della morte. “Ma è solo un gioco”, ti rispondono sorridendo gli adulti.
Gioco? Ognuno di noi ha avuto almeno un lutto in casa, un nonno o un padre che se ne è andato, quando non un amico. Ciascuno, a quarant’anni, ha visto la morte passargli accanto. Con il suo gelo, con il silenzio per sempre, con quella partenza senza ritorno. Ognuno ha visto come trasfigura un volto caro nel pallore che ce lo rende di colpo infinitamente lontano. Come si fa, a giocare con la morte? Tu giochi forse ma lei, immobile, non ride.
Come si fa tanto più di questi tempi, quando la guerra bussa alla porta e ogni notte si insanguinano le trincee e le città ucraine. Oltre trenta morti l’altra sera a Kramatorsk, un bus colpito è andato a fuoco. C’erano anche tre bambini. Quella è la morte, non la vedete? E i droni che sconfinano in Moldavia o in Estonia, come distratti, oppure molto ben mirati? Per dire: possiamo andare oltre.
E noi, come fosse niente a comperare mummie e fantasmi. A comprarli ai nostri figli, invece di spiegargli che è un gioco sciocco, e perché. Loro capirebbero.
Chi non capisce sono quelli condotti dalle mode, serafici nel non vedere. In una ebetudine collettiva.
Io mi ricordo, da bambina, di adulti più seri. Mai avrebbero scherzato su una bara. Forse perché, nel tempo della guerra, ne avevano viste tante. Erano giovani, ma coscienti della realtà. Scherzavano a Carnevale. Ai primi di novembre invece andavano al cimitero, con i figli per mano – perché capissero.