L’inevitabile accade

La recensione del libro di Alessandro Gazzoli edito da Nottetempo, 204 pp., 18 euro

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L’Italia è quel paese in cui talvolta la membrana tra la storia collettiva e le vicende private appare più sottile che altrove. Può capitare perciò che una famiglia qualsiasi di un paese qualsiasi in una valle bresciana come la Val Camonica si ritrovi a essere imparentata con uno dei capi delle Brigate rosse, tra gli uomini più ricercati degli anni Settanta.
E’ quanto accaduto ad Alessandro Gazzoli che nel suo primo romanzo ricostruisce le vicende familiari tra memoir e autofiction. La ricerca di Gazzoli muove infatti dalla storia di uno dei tre fratelli cugini del padre (qui soprannominati Karamazov, mediante un meccanismo finzionale che investe tutto il romanzo) il quale sposa Arianna, sorella del presunto responsabile dell’omicidio Moro, Mario Moretti, detto la Sfinge. Oltre alla dimensione personale, poi, la scelta del soggetto è motivata dalla profonda e dichiarata ossessione che l’autore nutre per l’universo comunista (i personaggi, la storia, feticci ed errori) che trova in questo racconto un proprio compimento. Così, a fianco di una ricostruzione storica e cronachistica delle vicende del paese natale, l’inchiesta giornalistica cede il passo a intrusioni autobiografiche e a messe a nudo dello scrittore che, collocato non più negli anni Settanta, ma al tramonto del secolo, intrattiene un rapporto parodistico e velleitario con quelle ideologie che hanno composto il suo passato.
Il romanzo si struttura così in maniera bifronte tra un passato mitologico e feroce e tempo esperito sotto il segno dell’imitazione posticcia e del disorientamento ideologico, alternando fascino e disillusione attraverso una narrazione che moltiplica le vicissitudini e le geografie in un mosaico screziato dove trovano spazio le storie di Arianna, giunta in Val Camonica dalle Marche per insegnare alle medie; dei tre fratelli Karamazov arricchiti attraverso l’imprenditoria industriale; della discendenza di duri lavoratori come il nonno Burtulì passato da bracciante a operaio e lo zio Gianmaria che a scuola non è mai stato. Su tutto, lo sfondo del paese, Raglio – anche qui nome di fantasia –, spazio dove si incide la grande storia e dove ha luogo la tragica vicenda di Karamazov e Arianna, sui quali piomberà implacabile l’ignominia di una parentela indicibile che costringerà il primo a rompere il matrimonio e la seconda a nascondersi per i successivi quarant’anni, mentre il mondo cambia, le ideologie volgono al tramonto, i paesi vengono dimenticati e nascono nuovi narratori pronti a scavare nel passato.
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Alessandro Gazzoli
L’inevitabile accade
Nottetempo, 204 pp., 18 euro