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Trigger warning fra le pagine
Analizzando i recenti romanzi più venduti in Italia, Walter Siti nota la scomparsa dell’“individuo problematico” ravvisato da Lukács quale eroe del romanzo moderno. La narrativa vende solo se manifesta una separazione netta fra buoni e cattivi e una continua spiegazione di ogni sottinteso
10 OTT 26

(Foto Ansa)
Uno scrittore vero non pubblica nulla per caso. Se Walter Siti ha raccolto in volume unico (Il romanzo sotto accusa, Rizzoli, 390 pp., 21 euro) saggi critici che si estendono su quarant’anni di lavoro, e che spaziano dai moralisti del Seicento a un ricordo di Francesco Orlando, intende allora affidarci il compito di inseguire autonomamente i collegamenti impliciti. Fra i quali, magari mi sbaglio, c’è questo. Una corposa disamina è dedicata all’odierna Trivialliteratur, i recenti romanzi più venduti in Italia, nel secondo contributo della raccolta; nel penultimo, una disamina viepiù corposa tocca invece ai testi della trap italiana di successo. La simmetria vorrà dire qualcosa.
Analizzando i romanzi di Erin Doom, Felicia Kingsley, Stefania S., Francesca Giannone, Roberto Emanuelli, Lorenza Gentile, Riccardo Bertoldi, e Gianluca Gotto, Siti nota la scomparsa dell’“individuo problematico” ravvisato da György Lukács quale eroe del romanzo moderno. L’attuale narrativa italiana vende solo se manifesta una separazione netta fra buoni e cattivi (un refrain è la definizione di un malvagio come “narcisista tossico”) e una continua esplicita spiegazione di ogni sottinteso – fino all’eccesso di un personaggio che “si tappa le orecchie con le mani”, onde fugare il dubbio che potesse farlo coi gomiti o coi piedi.
Ne deriva una tendenza edificante della narrativa, che si traduce nell’inserire fra le pagine trigger warning, proclami politici o prontuari di autoaiuto. La trap invece, spiega Siti, aderisce sì a un “petrarchismo nero” di matrice americana, che esalta la delinquenza e il disagio, come i trovatori provenzali lamentavano tutti le stesse sofferenze; conserva però un’ambiguità che si esprime per greve ironia (Pippo Sowlo), esame di coscienza (Madame), sperimentazione letteraria (il Pascoli di Rancore). Per Siti questi versi condividono la contemporanea tendenza della prosa a una sovraesposizione della prima persona, ma si tratta di un io lirico che non è stucchevole come nei maestrini della narrativa da classifica. Spero che da qualche parte in Italia qualcuno si stia ostinando a scrivere romanzi ambigui, immorali, spiazzanti. Non vorrei ridurmi a dover ascoltare la trap.