Bagliore

La recensione del libro di Ilona Wisniewska edito da Iperborea, 288 pp., 20 euro

Immagine di Bagliore
Non scrivere troppo su di noi. I bianchi vanno sempre in giro con matita e taccuino come se non riuscissero a ricordare nulla e annotano un mucchio di cose insignificanti. E quando tornano nei loro paesi raccontano solo bugie su di noi mentre si dipingono da grandi eroi”: sono le parole del cacciatore Kutsikisoq ad aprire il reportage narrativo della scrittrice e fotografa Ilona Wisniewska, "Bagliore", edito da Iperborea e tradotto da Barbara Delfino. L’esergo anticipa uno dei nodi nevralgici di tutto il libro: il diritto di raccontare una comunità che da sempre viene raccontata da altri. Wiśniewska è attenta e curiosa conoscitrice del nord e delle sue sfaccettature, e torna ad Avanersuaq per raccontare la vita nella parte settentrionale più estrema della Groenlandia. L’autrice si cala nel mondo inughuit, fatto di cacciatori e pescatori, branchi di cani da slitta, caccia alle foche, con un grande senso di responsabilità e rispetto verso gli abitanti, le loro abitudini, la loro storia e il loro stile di vita: osserva, partecipa, prende appunti. Tra testimonianze, le sue fotografie, racconti e leggende, Wisniewska restituisce un quadro estremamente umano della comunità che va oltre freddi dati o analisi geopolitiche. Ci sono volti e voci come Juaanna, ex pastora protestante che dopo che la figlia Athina è stata sbranata dai cani, ha perso la fede in Dio; Erik, che insegna nella piccola scuola di Siorapaluk, si sente terribilmente solo e non fa progetti per il futuro; Aputsiaq e Michael, con cui l’autrice va a caccia di foche, che le raccontano del ‘qivittoq, inquietante e leggendaria figura a metà tra uomo e animale; la piccola Karline alla sua prima caccia alla volpe festeggiata in casa. Centrale è anche la natura – ostile per le temperature, le ore di buio, le notti polari da attraversare, il ghiaccio a cui sopravvivere – e il racconto di una società segnata da un troppo alto tasso di suicidi giovanili, ospedali che accettano pazienti fino alle quattro del pomeriggio, elicotteri cancellati per settimane per le condizioni meteo avverse, negozi comunitari con prezzi altissimi e da lontano, l’ombra della politica che decide quote di caccia e licenze senza sapere come si vive lì. Un reportage lucido e affascinante, che racconta un margine estremo del mondo gettando lo sguardo verso il suo futuro incerto, difficile da scorgere, come un bagliore che si cerca all’orizzonte di un mare ghiacciato, domandandosi se lo si è immaginato, oppure no.
 
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Ilona Wisniewska
Bagliore
Iperborea, 288 pp., 20 euro