qualcosa da leggere
La missione del bibliotecario
La recensione del libro di José Ortega y Gasset edito da Elliot, 62 pp., 10 euro
23 SET 26

Il 20 maggio del 1935, nell’aula magna dell’Università di Madrid, il filosofo José Maria Ortega y Gasset pronunciò il discorso inaugurale del secondo Congresso internazionale dei bibliotecari, il cui testo, inizialmente pubblicato sulla Revista de Occidente col titolo “La missione del bibliotecario”, viene ora riproposto in questo accattivante volumetto ottimamente curato da Antonio Castronuovo. Nel 1935 Ortega y Gasset ha cinquantadue anni e si sta imponendo come una delle figure più significative della cultura spagnola novecentesca. Cinque anni prima ha dato alle stampe il celebre saggio La ribellione delle masse che, come ricorda il curatore nella Prefazione, manifesta appieno il suo conservatorismo illuminato, laico e umanistico, che lo colloca in una posizione critica nei confronti delle ideologie di destra e di sinistra, una posizione sicuramente originale che andò incontro a non poca diffidenza. Convinto assertore del grande valore umanizzante della cultura, Ortega y Gasset è altresì sicuro che i libri rappresentino l’ossatura che la sostiene. Di qui, la decisiva importanza dei bibliotecari e della loro funzione, a cui il pensatore spagnolo dedica le dense e appassionate pagine del suo saggio. Ed è proprio riguardo ai libri che nel Ventesimo secolo si è verificato un fenomeno nuovo e, per certi aspetti, inquietante, ovvero la loro sovrapproduzione. Ciò, a giudizio del filosofo madrileno, richiede un profondo ripensamento e un deciso cambiamento del ruolo e dei compiti del bibliotecario, che sarà chiamato a orientare il lettore impossibilitato a navigare nel mare magnum dei numerosissimi volumi che vengono continuamente stampati e mandati in libreria. Dunque, il bibliotecario non potrà più essere soltanto un anonimo catalogatore e distributore di libri, ma dovrà diventare una persona con la ben precisa missione di consigliare ed educare i lettori. Il bibliotecario – scrive Ortega y Gasset – “finora si è occupato principalmente del libro come cosa, come oggetto materiale. D’ora in avanti dovrà occuparsi del libro come funzione vivente: dovrà esercitare una sorta di vigilanza e farsi domatore del libro inferocito”. Si tratta di un compito non facile perché, come afferma ancora l’autore, “non solo ci sono ormai troppi libri, bensì vengono costantemente stampati in sovrabbondanza. Molti di essi sono inutili o stupidi, e la loro presenza e conservazione costituiscono un’ulteriore zavorra per l’umanità, già fin troppo curva sotto il peso di altri incarichi”.
José Ortega y Gasset
La missione del bibliotecario
Elliot, 62 pp., 10 euro
La missione del bibliotecario
Elliot, 62 pp., 10 euro