Nella regione selvaggia

La recensione del libro di Rick Bass edito da Mattioli 1885, 176 pp., 18 euro  

16 SET 26
Immagine di Nella regione selvaggia
E’ solo una questione di dove uno decide di custodire il suo cuore. E’ molto semplice, pensa Judith. O lo custodisce nei boschi o nel palmo della sua mano”. Nel primo racconto con cui Rick Bass apre la sua raccolta si vede una donna che corre a perdifiato in un freddo bosco dell’Alaska. Si chiama Judith e scappa dal marito Trapper. Fugge da un amore totalizzante e malsano, dove sentimento e morte ormai si confondono in modo indissolubile. Judith si veste di pelli di animali per sopravvivere al clima rigidissimo, caccia per procacciarsi da mangiare, copre il suo odore per non lasciare tracce. La natura che ha attorno la protegge e la respinge insieme, si staglia con la sua essenza selvaggia e indomita. Trapper la cerca mentre passano le stagioni, non si arrende a quell’amore che da lui è voluto fuggire ma di cui non può fare a meno. Nei monti Appalachi invece, in Alabama, Wallis ha il tocco magico: è in grado di individuare terreni ricchi di petrolio che sceglie quindi di trivellare costruendo con le sue mani la propria fortuna. E’ osteggiato dal suo ex datore di lavoro che cerca di rubargli i giacimenti migliori, in una corsa all’oro nero in cui la natura dà e toglie in modo spietato e arbitrario, secondo leggi non scritte. Le radici sono invece il fulcro attorno al quale ruota l’ultimo racconto di Bass. Siamo in Texas, in un ranch dove fa ritorno dopo tanto tempo la protagonista che deve appunto confrontarsi con tutto quello che ha lasciato indietro, con quello che significa appartenere ad una famiglia, ad un luogo, ad una terra. “Ogni cosa appartiene a un luogo – a un luogo solo – e non a tutti o a nessuno”. Il filo che lega i racconti di Bass è il dialogo tra l’uomo e la natura, i rapporti di forza e di dipendenza che regolano questa dinamica, la presenza di un elemento selvaggio e indomabile che sfugge al controllo. La natura impone le sue leggi, detta tempi e modi, è qualcosa che precede e che segue. Rimane, nonostante l’uomo. I luoghi descritti sono quelli di frontiera, di un’America rurale e grezza, fatta di bisogni primari e in cui i desideri umani si scarnificano fino all’osso. “La sua paura era così – e la parola al di là della paura: desiderio”. L’elemento ambientale è sempre perturbante in questi racconti, ha in sé qualcosa di minaccioso e allo stesso tempo salvifico (poiché riporta sempre l’uomo fuori da sé, a un dialogo da cui non può prescindere). E la natura insegna anche che tutto è soggetto al mutamento e che con questo costante dinamismo è necessario fare i conti per sopravvivere. “Che la purezza non può durare, che nulla dura, tutto cambia, sempre”.
     
* * *
Rick Bass
Nella regione selvaggia
Mattioli 1885, 176 pp., 18 euro