UNA FOGLIATA DI LIBRI
Il ritorno di Diderot
“Due intrighi, una satira e un divertissement” riunisce quattro testi di Diderot tradotti da Dario Borso. Burle, vendette e galanteria che restituiscono il pensiero più libero e imprevedibile del grande illuminista
12 SET 26

(Foto Ansa)
Alla fine del secolo scorso, Enzensberger e Kundera hanno dato l’annuncio: stava tornando il momento di Diderot. Cioè un’epoca favorevole al racconto filosofico, al teatro critico, al pensiero asistematico e dialogico. Il grande illuminista insegna a passare con grazia da una disciplina all’altra. Il suo è il demone dell’analogia: quello che lo spinge a confrontare la vista con il tatto, e a circoscrivere i confini tra creature appartenenti a un’unica materia vivente. La sua prosa si fonda su distrazioni e digressioni: trascrive la conversazione travolgente che lo faceva ammirare, ma che lo teneva anche ai margini dei salotti in cui pure si finanziava l’Enciclopedia. Il fatto è che non si sapeva mai dove Diderot sarebbe potuto andare a parare. Impossibile imporre a priori dei limiti a un uomo che invitava a diffidare di chi vuole mettere ordine. Il suo dialogo mimava le metamorfosi continue della natura: troppo ingessato dentro la forma in senso stretto teatrale, si liberava in testi indefinibili, socratici, simili a un caleidoscopio di idee agitato di continuo. Sono testi dalla storia editoriale avventurosa: spesso usciti postumi, prima in tedesco, oppure diffusi in qualche versione provvisoria sul mensile manoscritto dell’amico Grimm, che in poche copie raggiungeva le corti d’Europa. Oggi ce ne ripropone alcuni Dario Borso, traduttore a sua volta divagante e imprevedibile come il nipote di Rameau, in un bel libretto edito da “La Vita Felice” e intitolato “Due intrighi, una satira e un divertissement”. Ritroviamo qui tre motivi molto diderotiani: lo scritto nato da una burla, i dibattiti sul codice della galanteria, e l’attenzione a quella medicina che per l’autore è la vera erede della metafisica. “Mistificazione”, composto nel 1769 ma pubblicato due secoli dopo, si basa sulla trama umoristica escogitata per riprendere a un’ex amante dei ritratti, facendo leva sulla sua superstizione. “Madame de La Pommeraye”, dove la protagonista si vendica dell’uomo che l’ha lasciata con un disegno machiavellico da “Relazioni pericolose” ante litteram, è invece una messa in scena già nota ai lettori di Diderot attraverso la versione incastonata in “Jacques il fatalista”. Quanto alla “Satira prima”, dà una dimostrazione vivace del talento analogico ponendolo al servizio di una scienza dell’individuo singolo o del tipo. Come poi Balzac e Proust, l’alter ego diderotiano spiega cioè i modi in cui si può risalire allo status di uno sconosciuto tramite indizi minimi: “Non mi affretterò mai a chiedere chi è l’uomo che entra in un ambiente. Tale richiesta è spesso indiscreta, quasi sempre è inutile. Con un po’ di pazienza e di attenzione”, anziché importunare gli ospiti “ci si riserva il piacere d’indovinare”. Infine, il “divertissement” abbozza una pièce al cui centro stanno un’ambiguità morale e una donna. Il mondo femminile, già decisivo in quella Francia del Settecento, lo è ancora di più nell’opera dell’enciclopedista: di lì viene il ritmo dei suoi colpi di scena, del suo gioco d’idee, delle sue arguzie. Concludendo la storia della Pommeraye, che punisce l’amante stanco di lei facendolo innamorare di una ragazza mondana travestita da beghina, lo scrittore la difende dal prevedibile sdegno: no, non ha eseguito la sua vendetta perversamente a freddo, perché le donne, a cui è così facile infliggere un tormento, avvertono ancora il dolore dopo mesi e anni. Non dubito che Diderot ci offrirebbe oggi una prospettiva singolarmente irriverente e intellettualmente liberatoria dalla quale riflettere sul genere e sul sesso. Se siamo così scolastici, e così musoni, dipende anche dal fatto che, come il sofista Barthes, siamo cresciuti leggendo di più i teologi del Seicento che uno come lui. Ai nostri maestri sembrava troppo frivolo. Invece è solo più difficile da riassumere.