Piccole dita che giocano con il futuro. Lettera da una vecchia Olivetti

Generazioni diverse si incontrano davanti ai tasti della macchina da scrivere. Far incrociare le aste dei caratteri, cancellare le frasi sbagliate e riportare indietro il carrello

5 SET 26
Immagine di Piccole dita che giocano con il futuro. Lettera da una vecchia Olivetti

Foto LaPresse

Lui, diciotto mesi, si è impadronito di una vecchia Olivetti Studio 44 scovata in uno scaffale dimenticato. Entusiasta batte sui tasti, tutti assieme, fino a fare incrociare le aste dei caratteri. Poi scopre il tasto che riporta indietro veloce il carrello, con un drin: dieci, venti volte drin.
Giò si è innamorato di una macchina da scrivere. E io mi rivedo, bambina, sulla Lettera 32 di mio padre, un foglio sul rullo, intenta a provare ogni tasto, e anche a me le aste dei caratteri si incrociavano, e dovevo sbloccarle con le dita. Le mie dita blu di inchiostro indelebile.
Che ammirazione per papà, che scriveva velocissimo. Alle Olivetti, ho attaccato un pezzo di vita. La prima volta che alla Notte, quotidiano del pomeriggio di Milano, mi portarono su un fatto di cronaca, tornai e restai a guardare gli altri che scrivevano freneticamente: nella grande redazione il fracasso di una mitragliatrice. Io sapevo scrivere con due sole dita, e vergognandomi me ne andai a casa.
Ma poi ho imparato anche io a scrivere veloce, sotto lo sguardo imperioso del capocronista – il giornale doveva andare in macchina. E le mie dita diventate lunghe e gentili continuavano a battere: vecchia sgozzata in bagno, cadavere nei Navigli, tutto il repertorio. Quella tastiera come un destino che in verità non mi ero scelta, mi era arrivato addosso. Credo di avere fatto la giornalista solo perché mio padre mi amasse.
Ma, sempre, le Olivetti mi si ribellavano sotto le dita. Sempre, nel momento cruciale, finiva il nastro: miei goffi tentativi di riavvolgerlo, di nuovo le dita tutte nere. E quei pezzi con righe intere di &&&&&&&, a cancellare una frase sbagliata?
Pliocene. La Notte nel 1981 veniva composta in tipografia con caratteri di piombo. Sono passata dal piombo alla AI. E ora che il bambino di mia figlia si incanta davanti a una Olivetti, roba mai vista, magico archeologico congegno, sorrido ma guardo pensosa le sue dita. Piccole come lo erano le mie, quando già giocavo, senza saperlo, con il mio futuro.