qualcosa da leggere
Sulla corda del silenzio. Diario spirituale
La recensione del libro di Sergej Nikolaevič Bulgakov edito da EDB, 148 pp., 19 euro
2 SET 26

Nato nel 1871 a Livny, una cittadina della Russia sud occidentale, e morto nel 1944 a Parigi, Sergej Nikolaevic Bulgakov è stato uno dei maggiori pensatori di ispirazione cristiano-ortodossa del XX secolo, tanto che alcuni, a motivo della vastità della sua opera teologica, lo hanno paragonato addirittura a Origene. Dopo una iniziale adesione al marxismo, Bulgakov, che fu grande amico di Pavel Florenskij, si riavvicinò alla fede religiosa sperimentata nell’infanzia, fino a diventare prete nel 1918, cosa che, tre anni più tardi, gli costò il licenziamento ad opera dei comunisti e poi l’allontanamento dalla patria. Dopo vari spostamenti, nel 1925 si stabilì a Parigi, dove occupò la cattedra di teologia dogmatica presso il prestigioso Istituto teologico ortodosso di San Sergio. Negli anni parigini, Bulgakov scrisse molte opere che suscitarono non poche riserve da parte dell’autorità ecclesiastica. Una testimonianza tanto suggestiva quanto importante relativa ai primi tempi dell’esilio è costituita dal Diario spirituale, ora proposto per la prima volta in italiano, assai ben curato e tradotto da Lucio Coco. Si tratta di un quaderno che raccoglie riflessioni e meditazioni stilate in un arco di tempo compreso fra il 21 marzo 1924 e il 25 giugno 1925. Il lettore non vi troverà annotazioni riguardanti la vita quotidiana: l’autore, infatti, non narra gli accadimenti, ma si sofferma su numerosi temi spirituali che diventano oggetto di un profondo scavo interiore e al centro dei quali si collocano la presenza di Dio e il grande enigma dell’esistenza umana caratterizzata dalla drammatica e inquietante azione del male. Alla data del 29 novembre 1924 si legge: “Talvolta sembra che tu non sei lontano da Dio, ma che Dio è lontano dal mondo e la sfiducia impercettibilmente si insinua nell’anima e la ricolma della sua freddezza, di una gelida solitudine”. Tuttavia, anche dinanzi al dubbio più angosciante e dirompente, all’uomo è richiesto di non perdersi d’animo, nella certezza “che c’è un varco sulle ali della fede, sulle ali dell’azione gloriosa e della rivelazione”. Per l’uomo che, in virtù della fede in Dio, sa rispondere alle domande che il suo cuore e la sua mente gli pongono ogni giorno, si apre l’immenso spazio della gratitudine: “Rendere grazie per noi è possibile solo nella misura della nostra forza: come viviamo così rendiamo grazie. Se viviamo nella noia e nella sonnolenza, se la nostra preghiera è fredda e pigra, allora neanche l’anima ha le ali per rendere grazie”.
Sergej Nikolaevič Bulgakov
Sulla corda del silenzio. Diario spirituale
EDB, 148 pp., 19 euro
Sulla corda del silenzio. Diario spirituale
EDB, 148 pp., 19 euro