Qualcosa da leggere
Il viaggio pericoloso
La recensione del libro di Tove Jansson edito da Iperborea, 32 pp., ill., 16,50 euro
12 AGO 26

L’Odissea (di Nolan)? Ma no: Il viaggio pericoloso. Quello che intraprende Susanna alla ricerca del suo gatto e che la condurrà nella Valle dei Mumin. Il libro è la recente traduzione italiana, a opera di Laura Cangemi, dell’ultimo albo illustrato che Tove Jansson dedicò ai suoi celebri personaggi, nel 1977. I Mumin – quello propriamente detto, poi Papà Mumin, Mamma Mumin e una pletora di amici e compagni – sono troll ma non hanno nulla di spaventoso, anzi, candidi e soffici, hanno reso la loro casa un rifugio per chiunque si presenti, facendone subito uno di famiglia. Letteratura per l’infanzia che forse piace più agli adulti: i Mumin sono sì tenerissimi ma anche spiritosi, introspettivi e a qualcuno piace filosofeggiare.
Con il loro amore per la natura e le avventure, fanno il paio con Pippi Calzelunghe nell’analisi che vede i bambini italiani educati dal castigato Pinocchio e i bambini nordici ispirati da personaggi libertari. Come la stessa Jansson, pittrice e scrittrice finlandese di lingua svedese, compagna della artista Tuulikki Pietilä per tutta la vita. Si inventò i Mumin durante la Seconda guerra mondiale per immaginare un luogo di pace e accoglienza universale. Da lì è venuto fuori un cosmo di libri e fumetti, e un impero di merchandise. Il viaggio pericoloso è un invito alla scoperta di un mondo sottosopra, colorato ma pure spaventoso, in cui il gusto per il fantastico si unisce alla rivisitazione naturalistica e a una velata nostalgia.
Tove Jansson
Il viaggio pericoloso
Iperborea, 32 pp., ill., 16,50 euro