QUALCOSA DA LEGGERE
Domenica
La recensione del libro di Georges Simenon edito da Adelphi, 159 pp., 18 euro

Non c’è autore più adatto a una lettura estiva di Georges Simenon. E non perché sia leggero o non importante. Simenon è uno scrittore gigantesco, ma trovo che leggerlo in mezzo al canto pettegolo delle cicale, sdraiati su un’amaca magari, in costume da bagno, o in un bosco durante la sosta di una lunga camminata, sia l’ideale. Perché Sim ti accompagna ovunque col rumore sotterraneo della vita, vita interiore, spesso cattiva, vergognosa, vendicativa, ma con il respiro leggero della normalità, e senza comunicare apprensione. Paradossalmente – invece – serenità, forse rassegnazione. Ti dice: vedi, questa è la natura umana, le cose stanno così. Ha scritto un numero infinito di libri e ognuno è libero di preferire un titolo o l’altro.
Direi che va bene tutto, Maigret e non Maigret, proprio tutto. Adelphi lo sta pubblicando e ripubblicando da anni, interamente, e c’è sempre ancora un romanzo da proporre per la prima volte in italiano ai lettori. Il più recente, nella traduzione di Daniela Salomoni, s’intitola Domenica. Qualcosa deve accadere di domenica. C’è un uomo che detesta la moglie, molto superiore a lui va detto, anche se non particolarmente simpatica – ma sfido a trovare in Simenon, Maigret a parte, personaggi “simpatici”. Dunque, deve accadere che lui di questa moglie si sbarazzi. Sì, la vuole uccidere, togliersela dai piedi. Perché si è innamorato di Ada, la nuova giovane lavorante dell’alberghetto che gestiscono insieme, lui in cucina, la moglie a fare perennemente i conti? Ma no, non per questo. Ada gli sta bene perché è selvatica e sottomessa. L’amore è un’altra cosa e a lui non è dato sapere cosa sia. In scena Sim non mette grandi sentimenti, semmai la miseria delle emozioni e delle spinte interiori di uomini e donne, che si lasciano travolgere dalla loro insignificanza. Ecco, quale altro autore ha saputo meglio raccontare, attraverso pensieri e gesti anche minimi dei personaggi, tanta mediocrità? Non c’importa nemmeno se quella moglie sarà uccisa o no. Il fatto è che, fra cicale assordanti e il caldo infinito di questa estate, non c’è nulla di più confortevole che starsene fermi a leggere Simenon.
Georges Simenon
Domenica
Adelphi, 159 pp., 18 euro