Uno psicologo nei lager. E altri scritti inediti

La recensione del libro di Viktor E. Frankl edito da Franco Angeli, 167 pp., 23 euro

5 AGO 26
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Reduce dalla deportazione a seguito della quale, dal settembre del 1942, era stato recluso prima a Theresienstadt, poi ad Auschwitz, quindi a Kaufering III e infine a Türkheim, il medico e specialista Viktor E. Frankl riuscì a tornare nella sua città natale, Vienna, dopo oltre tre anni. Era scampato alla morte ma aveva perso quasi tutti i propri cari. Fu allora che, in soli sette giorni, dettò le sue memorie: ricordi destinati a essere raccolti in un libro che sarebbe stato tradotto in quarantadue lingue e viene ora meritoriamente ripubblicato in una nuova edizione arricchita da alcuni testi inediti dello stesso Frankl. Ma come potrebbe essere definito Uno psicologo nei lager? Occorre dire, anzitutto, che non si tratta di un saggio né di un semplice memoriale relativo all’esperienza concentrazionaria del suo autore. E’, senza alcun dubbio, un’indagine davvero pregevole sia per la particolarissima prospettiva dalla quale l’analisi viene condotta sia per il messaggio che viene trasmesso: la vita merita di essere vissuta in qualunque situazione e l’essere umano si rivela capace – anche nelle condizioni più drammatiche – di mostrare tutta la propria grandezza interiore. Certo, in questo scritto Frankl non trascura di riportare numerosi esempi di comportamenti bestiali. Bellissime sono le pagine nelle quali egli descrive la condizione psicologica dei prigionieri, sprofondati nell’apatia, nel torpore, in una cronica irritabilità e insensibilità. Il suo interesse principale è però volto all’esplorazione della natura umana e delle sue potenzialità. Ciò che egli osserva al riguardo vale non soltanto per l’esperienza della detenzione in un campo di concentramento ma anche per tutte le altre “situazioni-limite” (la malattia, la sofferenza, il lutto, la disabilità e così via) che mettono a dura prova l’umana capacità di resistere e sopravvivere. Ciascuno di noi potrà pertanto trovare in questo libro un riflesso di sé: non necessariamente di ciò che è stato ma, forse, di ciò che può diventare superando i tanti ostacoli dei quali è disseminato il suo cammino esistenziale. Secondo Frankl, dovremmo imprimere alla nostra vita una radicale svolta nel segno dell’amore, il sentimento che costituisce il punto più alto al quale l’essere umano riesca a innalzarsi. Ha scritto in proposito l’autore: “L’amore è l’unico modo per comprendere appieno un altro essere umano nell’essenza più profonda della sua persona. Nessuno può diventare pienamente consapevole della vera essenza di un altro essere umano senza amarlo”. Al sistematico svilimento della dignità umana e al programmato annientamento dell’individuo si dovrà reagire, dunque, facendo appello a un’emozione capace di giungere all’intima natura altrui: una fiamma illuminante, contagiosa, inestinguibile.
Viktor E. Frankl
Uno psicologo nei lager. E altri scritti inediti
Franco Angeli, 167 pp., 23 euro