Storie di mare della buonanotte

La recensione del libro di Alberto Coretti edito da Sirene Edizioni, 180 pp., 20 euro



5 AGO 26
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Finito di leggere. Bello. Mi hai fatto pensare: un po’ di tristezza, un po’ di serenità…”, scrivo ad Alberto Coretti, autore di questo libretto (tale perché piccolo di dimensioni e viene da chiamarlo così, affettuosamente). Mi richiama poco dopo. E’ dispiaciuto per quel po’ di tristezza. Secondo lui “leggere una storia di mare fa stare bene” quindi teme di non essere riuscito a farmi star bene. Lo rassicuro: la tristezza, meglio chiamarla malinconia, è quella del rimpianto per non poter più fare certe cose perché tempo o forza sono inesorabilmente calati. Ma poi arriva la serenità che deriva proprio dai ricordi. Come accadeva a Matisse. Ormai ottantenne “aveva iniziato a ritagliare sagome curve da un cartoncino dipinto di blu: stelle marine, un piccolo delfino, alghe, figure femminili che si tuffano… Matisse era di nuovo immerso in quel mondo acquatico… Sulla pelle percepiva le sensazioni bagnate del mare: la salinità, la leggerezza che annulla la gravità, la trasparenza che rende l’acqua quasi invisibile. E poi c’era il mistero del grande blu – lo si vede, ma non lo si può afferrare”.
Ancor più rasserenante la storia di Mike Doyle e Joey Cabell, “che sapevano surfare, pagaiare, remare e nuotare. Erano due watermen, custodi dei segreti delle grandi onde”. Sì, la loro è una storia che fa rimpiangere i tempi dei “vagabondi del dharma”, di Kerouac, ma il loro mantra, “We’ll keep it real simple”, la faremo facile, definisce un modo di affrontare la vita che ti serve proprio quando ti incammini lungo il sentiero della vecchiaia. E’ consolatorio, in un certo senso propedeutico. Questo breviario marino è composto da diciotto frammenti di vite così. Incontri  capitani, nuotatori, surfisti, ma anche artisti, scrittori e musicisti. Personaggi noti, meno noti, imprevisti. Prendi Oriana Fallaci a Caprera: la vediamo nella sua austerità, nel suo rigore, ma anche in una dimensione intima e inaspettata: “si sistemava all’ombra di un blocco di pietra, scriveva, pescava con una canna rudimentale e si tuffava in un mare tutto suo, quasi privato”. Una ragione in più per amarla.
Tutte queste storie le racconta Alberto Coretti, un giornalista che ha scommesso tutto, con la complicità di sua moglie Floriana, in uno splendido giornale di mare: “Sirene” (oggi anche casa editrice). Ed è proprio nel comporre i numeri di Sirene, che negli ultimi undici anni Floriana (gran parte del merito è suo) e Alberto si sono imbattuti in personaggi e storie così. Secondo loro l’ideale sarebbe leggerle nelle ore che precedono il sonno, quando salpi per il mondo dei sogni. In effetti sono una guida per una navigazione tranquilla nel tuo inconscio. Ti accompagnano nell’evocare i bei ricordi, offrire un proposito per il giorno seguente. Chissà, potrebbe essere il giorno che crei una tua piccola, storia di mare.
Alberto Coretti
Storie di mare della buonanotte
Sirene Edizioni, 180 pp., 20 euro