QUALCOSA DA LEGGERE
Le vie di Ercole
La recensione del libro di Giovanni Brizzi edito da il Mulino, 250 pp., 16 euro
5 AGO 26

"Le fatiche di Ercole” è espressione proverbiale. Ma Ercole (come lo chiamano i romani) o Eracle (secondo la versione greca) è figura molto più complessa del forzuto da fumetto a cui tante volte viene ridotto. Nelle prime comparse che fa nelle fonti più antiche infatti è personificazione di una forza che “pur sovrumana pare talvolta avere connotazioni addirittura sacrileghe”; ma nel tempo evolve, fino a che “in lui si assomma e si sublima ogni tratto caratteristico dell’eroe, dal valore invitto in battaglia al potere guaritore e mantico, dal rapporto con la morte alla dimensione iniziatica, che ne fa persino la figura simbolo dell’uomo risolto all’interno delle grandi figure magnogreche”. Tanto dissimili sono le specie sotto cui Ercole/Eracle si mostra che già Erodoto ipotizza che in Egitto sotto lo stesso nome si celino due figure differenti, e Cicerone arriverà a contare per l’eroe sei identità diverse. Alle origini della complessità l’identificazione e la mescolanza, risalenti a tempi antichissimi, fra l’Eracle greco e una figura della mitologia fenicia, Melquart: “Due figure simili eppure diverse: un dio l’uno, Melquart, che muore nel fuoco e rinasce nella primavera successiva, protettore di sovrani e tramite di continuità dinastica; eroe l’altro, che conosce il fuoco anch’egli, per consumare la sua parte umana e poter ascendere all’Olimpo”.
Di Eracle/Melquart il libro di Brizzi segue le peregrinazioni lungo il Mediterraneo e oltre. Prima a Cipro, dove si compie la con-fusione fra i due, quindi a Cartagine, dove diventerà il protettore della città e delle sue fondazioni, arrivando fino alle coste del Marocco e allo sbocco del Mediterraneo, dove pone per sempre i suoi sigilli – le colonne eponime – e si insedia in particolare nel tempio di Cadice. Di qui risale la Spagna, attraversa le Alpi, arriva a Roma (dove a lungo viene tenuto ai margini della città, prima di entrare nei suoi miti di fondazione come progenitore di Latino), si ferma in Calabria, donde intraprenderà il viaggio che lo porterà fino in India. E sulle sue tracce si muoveranno due dei più grandi personaggi storici dell’antichità, Alessandro Magno, che se ne proclamerà discendente e alimenterà potentemente il suo culto, e Annibale, che nel suo viaggio in Italia si rifarà esplicitamente al mitico predecessore. Dei luoghi attraversati dai suoi personaggi, Brizzi schizza inoltre brevi ritratti storico-archeologici, sicché il libro diventa anche una succinta e dotta guida turistica per chi di Ercole volesse ripercorrere le orme.
Giovanni Brizzi
Le vie di Ercole
il Mulino, 250 pp., 16 euro