QUALCOSA DA LEGGERE
Flashlight. Una torcia nella notte
La recensione del libro di Susan Choi edito da Mondadori, 540 pp., 24 euro
5 AGO 26

I grandi romanzi familiari vogliono spesso spiegare tutto. Le genealogie diventano mappe, i traumi pretendono di trasformarsi in formule, il passato finisce per comportarsi come un ragioniere che presenta il conto al presente. Il nuovo romanzo di Susan Choi, finalista al Booker Prize 2025, sfiora più volte questo rischio, ma riesce quasi sempre a evitarlo, perché invece di costruire un albero genealogico illumina un dettaglio, lo lascia ricadere nel buio e quando il lettore crede di avere finalmente capito dove si trovi il centro della storia, la torcia si sposta altrove. La vicenda parte da una sparizione, un po’ come accadeva in Bambini nel tempo (Einaudi) di Ian McEwan. Se lì una bambina spariva in un supermercato, qui viene ritrovata viva sulla spiaggia, ed è il padre a scomparire. E’ un incipit quasi da thriller, ma l’autrice non ha alcun interesse per il meccanismo del giallo. La domanda che cosa è successo? serve solo a farne nascere un’altra: quanto possiamo conoscere davvero le persone che amiamo? La differenza è decisiva. Da quel momento il romanzo si allarga in ogni direzione. Corea, Giappone e Stati Uniti tra migrazioni, famiglie spezzate e figli che crescono dentro silenzi ereditati, ma la geografia, per Choi, ha il suo perché. I luoghi modificano il carattere delle persone e persino i nomi sembrano perdere e recuperare identità a seconda del paese in cui vengono pronunciati. Se oggi molti romanzieri hanno paura delle pause, Choi fa esattamente il contrario. Si concede deviazioni lunghissime, entra nei ricordi secondari, si sofferma su conversazioni che sembrano marginali e che solo cento pagine dopo rivelano il proprio peso specifico. Avete tra le mani un romanzo che chiede tempo, è vero, ma ve lo restituirà con gli interessi. Naturalmente questa scelta ha un prezzo, visto che certe ripetizioni tematiche – la memoria, il non detto e l’identità sfuggente – insistono più del dovuto. Si ha l’impressione che l’autrice si fidi meno dell’intelligenza del lettore di quanto il romanzo meriterebbe. Un taglio di cinquanta pagine non avrebbe impoverito l’opera, ma sono riserve minori davanti a un’ambizione che raramente si incontra nella narrativa contemporanea. Flashlight appartiene a quella categoria di libri che non hanno fretta di diventare memorabili e se alcune scene sembrano addirittura insignificanti mentre le si legge, giorni tornano in mente con una nitidezza inattesa. I personaggi di Susan Choi sbagliano, interpretano male gli altri e correggono continuamente la propria versione dei fatti. Alla fine resta il titolo. Una torcia non elimina il buio, ma ne attraversa solo una piccola parte, lasciando tutto il resto nell’ombra. Proprio come questo romanzo che non promette rivelazioni definitive, ma brevi illuminazioni.
Susan Choi
Flashlight. Una torcia nella notte
Mondadori, 540 pp., 24 euro